La Florence Biennale festeggia un ventennio di attività. Con un focus sul tema arte e città. E l’invito esteso anche ai creativi della ceramica, della textile art e del gioiello d’arte

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Fortezza da Basso, Firenze

Fortezza da Basso, Firenze

Dal 17 al 25 ottobre, torna Florence Biennale, la biennale internazionale d’arte contemporanea di Firenze, forte del successo dell’edizione dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di centinaia di artisti da oltre 40 nazioni e di oltre 10mila visitatori, tra la Fortezza da Basso e le altre sedi cittadine che hanno ospitato gli oltre 25 eventi collaterali della manifestazione.
Dopo Etica: DNA dell’Arte, questa decima edizione sarà intitolata Arte e Polis: arte e città, in senso universale; nello specifico, arte e Firenze, che ospita la kermesse dal 1997, “scenario privilegiato in cui, ogni due anni, la Fortezza da Basso diventa città degli artisti”, racconta Rolando Bellini, direttore artistico dal 2013.
Quest’anno, per la prima volta sono stati invitati a partecipare anche i creativi del tessile, dei gioielli e della ceramica, di cui si sentiva la mancanza in una manifestazione ambientata a Firenze, che nel Quattrocento eccelleva in Europa nelle arti figurative come in quelle applicate. Questa edizione sarà anche un’occasione per ribadire i principi espressi nella Carta Etica dell’Artista del Nuovo Millennio, un documento che in 7 articoli inquadra e definisce la figura dell’artista nel mondo di oggi, redatto da rappresentanti della Florence Biennale e presentato per la prima volta in Palazzo Medici Riccardi, nel contesto del XXXIII Consiglio Mondiale dei Club Unesco del 2013.
Non mancherà poi l’assegnazione del Premio Lorenzo il Magnifico assegnato ai migliori partecipanti per ogni disciplina artistica, e quello alla carriera, che ad ogni edizione è conferito a personalità e istituzioni che si sono distinte per il loro impegno in ambito artistico e culturale. Nel 2013 fu consegnato a Anish Kapoor, Franco Mussida ed Henryk Jurkowski, rispettivamente per l’arte, la musica e il teatro.

– Marta Pettinau

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