Elisabetta Benassi. Maestra d’arte e compagna di gioco

Alla Fondazione Ermanno Casoli “ci siamo sporcati tutti ed è stato molto bello!”. È la sintesi di Elisabetta Benassi dopo una giornata di laboratorio con i bambini. E la cultura d’impresa si fa educazione all’arte contemporanea.

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E-straordinario for Kids #3 - Elisabetta Benassi al lavoro con i bambini - photo Andrea Pacioni

E-straordinario for Kids #3 – Elisabetta Benassi al lavoro con i bambini – photo Andrea Pacioni

E-STRAORDINARIO A FABRIANO
Abbiamo visto spesso Elisabetta Benassi (Roma, 1966) alle prese con installazioni di grandi dimensioni – la sua presenza al Padiglione del Belgio ai Giardini della Biennale di Venezia lo conferma – ma stavolta il ruolo che l’artista si è riservata nella costruzione di un voluminoso artefatto lascia sorpresi e divertiti. Se infatti la supervisione è la sua, la paternità della progettazione e dell’esecuzione la deve dividere con tante piccole mani, quelle dei bambini che partecipano a E-straordinario Kids, il workshop (giunto alla terza edizione, dopo quelle con Mario Airò e Marcello Maloberti) che la Fondazione Ermanno Casoli ed Elica, azienda marchigiana leader nella produzione di cappe aspiranti, propongono ai figli dei dipendenti, quest’anno affiancati nel progetto anche dalla Fileni, altra azienda del territorio.

E-straordinario for Kids #3 - La decorazione della scultura da parte dei bambini - photo Andrea Pacioni

E-straordinario for Kids #3 – La decorazione della scultura da parte dei bambini – photo Andrea Pacioni

UN SERPENTONE MOSTRUOSO
Tenutosi nell’arco dell’intera giornata del 10 settembre, il laboratorio creativo si è svolto in varie fasi, che, dalla teoria alla pratica, hanno coinvolto bambini e artista nella progettazione di un prototipo, fantasioso quanto improbabile, e nel suo assemblaggio finale, con l’utilizzo di elementi industriali tipici della produzione, tinti in finale con la tecnica del dripping: si è sviluppato così un “serpentone mostruoso”, ibrida e concreta formazione zoomorfa, come naturale nell’immaginario di bambini nella fase di sviluppo mentale che il pedagogista Jean Piaget ha individuato come “delle operazioni concrete”, incapaci di astrazione ma ricchi di immaginazione.
Il “serpentone” è rimasto in vita per una sola giornata, per essere presto smantellato: l’importante non è il prodotto finale, documentato comunque da fotografie e filmati, ma il processo che l’ha generato. Processo indubbiamente formativo per i giovani allievi, a cui la stessa Benassi non è estranea: l’interagire con i bambini comporta l’abbandono di uno stile di pensiero tradizionale per abbracciare un modello “divergente” di elaborazione e comunicazione, e abbiamo visto con piacere una Benassi che fa sporcare e si sporca le mani, che si concentra ma che poi pulisce e distribuisce pennelli, che dà istruzioni sorridendo, e che sorridendo accoglie proposte e piccole soluzioni, in uno scambio empatico e reciproco.

E-straordinario for Kids #3 - La scultura realizzata dall’artista e dai bambini - photo Andrea Pacioni

E-straordinario for Kids #3 – La scultura realizzata dall’artista e dai bambini – photo Andrea Pacioni

LA FONDAZIONE ERMANNO CASOLI
La Fondazione Ermanno Casoli, diretta da Deborah Carè con la supervisione artistica di Marcello Smarrelli (Fondazione Pastificio Cerere) si caratterizza per il focus incentrato sulla formazione dei dipendenti in chiave estrosa e dinamica, avvalendosi di una fondamentale intuizione: quella di utilizzare il linguaggio e la pratica dell’arte contemporanea come stimolo alla creatività in vista di una migliore attività produttiva.
Una intuizione valsa a ottenere il patrocinio del Ministero e l’inserimento in Global Corporate Collections, prestigiosa pubblicazione, presentata all’ultima edizione di Art Basel, dedicata alle società che nel mondo esprimono il loro impegno nella conservazione e diffusione dell’arte.

Valeria Carnevali

http://fondazionecasoli.org/

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