Doppio opening al Museo Nivola. Con la rivista E il Topo in trasferta in Sardegna. E il tedesco Philip Topolovac, che inaugura il primo ciclo di residenze a Orani‏

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Castelli di Sabbia & IL TOPO, Museo Nivola

Castelli di Sabbia & IL TOPO, Museo Nivola

Il Museo Nivola mantiene le promesse seguite all’insediamento della nuova squadra di lavoro, capitanata da Giuliana Altea. Sin dalla sua nomina lo scorso fine febbraio, la neopresidente della Fondazione Nivola aveva parlato di un cambio di rotta del museo dedicato all’eclettico scultore di origini sarde; della volontà di aprire l’istituzione al territorio e al contesto extra-isolano e di farne (anche) un luogo dinamico di produzione di cultura. Detto, fatto. Dopo la mostra inaugurale ll frutto maturo e la terra indifferente, il nuovo programma si fa strada con ben due progetti espositivi di respiro internazionale, che hanno aperto al pubblico in contemporanea il 5 settembre.

AL MUSEO NIVOLA È PRIMAVERA
La serata con inaugurazione doppia è iniziata con la mostra Niemandsland dell’artista tedesco Philip Topolovac (1979), con la curatela di Mark Gisbourne. A loro è spettato il compito di tagliare il nastro del primo ciclo del programma di residenza, che prende il nome dalla località di Long Island, dove Costantino Nivola visse e lavorò a partire dal 1948. Nel futuro, Springs accoglierà ad Orani artisti internazionali, ma anche architetti, designer e curatori, con una formula flessibile e l’invito a lasciarsi liberamente ispirare dalla produzione di Nivola e dal territorio circostante.
Per ospitare i lavori realizzati dallo scultore tedesco durante la sua permanenza in Sardegna, si è scelto di arrangiare a spazio espositivo alcuni locali adibiti a magazzino del museo monografico. Tralasciando la ristrettezza degli spazi (poco pratici a livello di fruizione), la scelta si è rivelata azzeccata e il cemento a vista grezzo dialoga bene con le opere esposte: dalle fotografie in bianco e nero di paesaggi  dall’aspetto lunare, all’installazione composta dai calchi in resina di porzioni di terra della vecchia cava abbandonata alle porte di Orani.

Philip Topolovac, Bodenform (2015), Museo Nivola

Philip Topolovac, Bodenform (2015), Museo Nivola

IL MUSEO NIVOLA CHIAMA, E IL TOPO RISPONDE
Il secondo progetto presentato dal Museo Nivola ha coinvolto, invece, il redivivo E il Topo, lo storico periodico d’artista operativo tra il 1992 e il 1994, risorto nel 2012 come collettivo transgenerazionale e geograficamente sparso. Nel padiglione esterno del Museo Nivola, E il Topo ha lanciato il numero 19 della rivista, risultato di un open call, riservato ad artisti e architetti sardi che sono stati invitati a realizzare e fotografare castelli di sabbia: “Volevamo raccontare il territorio che ci ospita in maniera scanzonata. E poi c’era il discorso di rifarci a Nivola e di riportare il suo sand casting (ndr. la tecnica per fare rilievi in cemento da una matrice in sabbia) ad una dimensione ludica”, ci racconta il “topista” David Liver, in trasferta in Sardegna assieme a Frederic Liver e Fabien Pinaroli. Fondamentale alla comprensione dello spirito del collettivo, la sezione storica della mostra allestita al museo, con pagine selezionate da vecchi numeri, documenti, opere originali e video di performance, dal 1992 ad oggi.
Ecco una sfilata di immagini, direttamente dal doppio opening del 5 settembre.

Marta Pettinau

Springs #1: Philip Topolovac. Niemandsland
A cura di Mark Gisbourne
Sino al 5 novembre 2015
Museo Nivola, via Gonare 2, Orani (NU)

Castelli di Sabbia & IL TOPO
Sino al 5 dicembre 2015
Museo Nivola, via Gonare 2, Orani (NU)

www.museonivola.it

 

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