Brera. Il bilancio di Accademia Aperta

Dal fine luglio a metà settembre, in occasione di Expo, l’Accademia di Belle Arti di Brera ha proposto l’iniziativa Accademia Aperta. Aprendo al pubblico le aule, i laboratori e le aree meno note del Palazzo. Un’importante operazione di sostenibilità culturale, di cui a beneficiarne sono soprattutto gli studenti. Com’è andata ce lo racconta proprio un docente dell’Accademia.

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Accademia Aperta, Milano 2015

Accademia Aperta, Milano 2015

SOSTENIBILITÀ CULTURALE
La nozione di sostenibilità – nata nella seconda metà del secolo scorso in campo ambientale per definire le modalità di crescita economica in linea con la preservazione dell’ambiente, così da non comprometterlo in maniera irreversibile – trova negli ultimi anni la nuova affascinante frontiera della “sostenibilità culturale”, locuzione che si presta a più di un’interpretazione, dalla valorizzazione dei beni e servizi culturali, nel senso di come renderli produttivi, così da incentivarne il consumo e favorire la diffusione della conoscenza del patrimonio, alla loro tutela e conservazione, soprattutto con riferimento a quei beni che rappresentano una forte attrattiva, su cui si riversa una ingente domanda di consumo.
D’altronde, il fenomeno che si vuole circoscrivere è abbastanza variegato. Da un lato abbiamo realtà – e si pensi ad alcuni musei tematici – sui quali si riversa una domanda minima rispetto alle potenzialità, con modesti livelli di presenze e con conseguenti problemi finanziari, in un circolo vizioso negativo dove la debole utenza non incentiva il mondo pubblico e privato a reperire risorse economiche finalizzate a interventi di valorizzazione, e dove al tempo stesso i mancati interventi di promozione provocano per tali beni una domanda sempre inferiore a quella potenziale.

Biblioteca Braidense, Milano

Biblioteca Braidense, Milano

IL PROBLEMA DELL’AFFOLLAMENTO
Dall’altro esistono beni culturali, unici e irripetibili, che non possono essere fruiti contemporaneamente da un numero illimitato di persone, in quanto sono soggetti a saturazione, nel senso che esiste per loro una sorta di godibilità massima oltre cui si verifica il loro deperimento e logorio. Per questi ultimi l’afflusso eccessivo e l’affollamento creano nocumento sia ai beni e alle strutture, sia ai consumatori che subiscono una perdita di utilità, poiché la “socialità del consumo culturale”, vale a dire la condivisione della relativa esperienza tra più soggetti/fruitori/utenti, oltre un certo limite di congestione viene meno, con la conseguente diminuzione dell’arricchimento culturale e dei relativi benefici, il tutto con una lievitazione di costi di tutela e conservazione, in un delicato equilibrio tra domanda e massima offerta disponibile che se viene meno può determinare danneggiamenti irreversibili.
Altra questione è poi la congestione delle aree urbane delle città d’arte caratterizzate da centri storici di estensione limitata in cui si concentra il patrimonio artistico e monumentale, con il conseguente peggioramento della qualità dei servizi per i turisti e i residenti, oltre che di una diminuzione della qualità della vita per la comunità locale. In tal caso la sostenibilità finanziaria della cultura non deve essere intesa soltanto come capacità economica necessaria ad ampliare e diversificare l’offerta sul territorio, oppure come risorse utili alla tutela e conservazione dei beni, ma deve tener conto degli effetti del turismo, non sempre esclusivamente positivi, sulle comunità locali.

Accademia Aperta, Milano 2015

Accademia Aperta, Milano 2015

L’ESEMPIO DI ACCADEMIA APERTA
Accademia Aperta rappresenta un’importante iniziativa sostenibile, per più di una ragione.
È l’occasione per far emergere i talenti di giovani studenti, che possono esporre al pubblico i propri lavori e promuoverli, contribuendo a quella sensibilizzazione pubblica all’arte che è fondamentale per la stigmatizzazione e trasmissione alle generazioni future dei messaggi/informazioni culturali, nel senso di attivazione di tutti quei processi socio-economici che tale trasmissione rende possibile.
La vera differenza tra sostenibilità ambientale e sostenibilità culturale, infatti, risiede proprio nell’oggetto: da un lato l’ambiente, che in un certo senso è “dato” e che va preservato ed eventualmente modificato in modo da ottimizzarne la fruizione per le generazioni future; dall’altro la cultura, che in questo contesto comprende anche l’arte, in gran parte connessa alle attività umane, in continuo sviluppo e implementazione, in linea con l’evoluzione della varie civiltà nelle differenti epoche, i cui aspetti transgenerazionali riposano su una serie di equilibri molto delicati, connessi con la creatività e la capacità di quest’ultima di divenire “economica”, nel senso di massimizzare le aspettative degli stakeholders coinvolti.

Accademia Aperta, Milano 2015

Accademia Aperta, Milano 2015

LE MOSTRE A PALAZZO
Altro interessante aspetto di sostenibilità è dato dalla circostanza che l’Accademia, in questa operazione di outing, permette al pubblico di visitare anche luoghi spesso sconosciuti del Palazzo: dai Saloni Napoleonici alla Chiesa di Santa Maria in Brera – ora sede delle aule di Scenografia – alle aule/studio di grandi artisti del passato come Francesco Hayez.
Molti i luoghi del Palazzo, inoltre, sono stati scenario delle installazioni di cinque artisti internazionali: Gerhard Richter fra Pinacoteca e Biblioteca Braidense; Michelangelo Pistoletto, Alvin Curran e H.H. Lim all’Orto Botanico; Marco Bagnoli all’Osservatorio astronomico (Cupola Schiaparelli). Oltre alla mostra dedicata all’Accademia e al quartiere di Brera, Ai confini del quadro. Brera anni sessanta-settanta allestita nella Sala Napoleonica.

Marco Eugenio Di Giandomenico

www.accademiadibrera.milano.it

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