Valle Camonica, una grande Minerva fra i tetti di Breno. Street art monumentale, per un nuovo parco d’arte pubblica. Intervista a Ozmo

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Ozmo, Minerva - Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015)

Ozmo, Minerva – Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015)

WALL IN ART, LE ISTITUZIONI SCELGONO LA STREET ART PER LA VALLE CAMONICA
Quando la street art rivendica, a buon diritto, il suo status d’arte pubblica, con tutti i crismi e l’autorevolezza propri dei migliori interventi istituzionali, site specific, monumentali, sospesi fra internazionalità e attenzione al territorio. In Italia accade, qualche volta. E in certi casi il livello è alto davvero.
A Brano, in Valle Camonica si è appena inaugurata un’opera di Ozmo, al secolo Gionata Gesi, tra i protagonisti più accredittati della street italiana, con passaggi sigificativi in Europa, Stati Uniti, Centro e Sud America. Un nome che è già parte della storia del musralismo nazionale.
Il contesto è quello del progetto “Wall in Art”, voluto dal Distretto Culturale di Valle Camonica e scaturito da un’idea stimolante: mettere idealmente in relazione il patrimonio di incisioni rupestri di quest’area (i “pitoti”, patrimonio Unesco), con le nuove correnti street. Graffiti di ieri e di oggi, nella cosiddetta “Valle dei segni”, divisi da migliaia di anni e uniti da una stessa origine geografica e vocazione segnica.
Ozmo regala a questo scorcio montano il ritratto in bianco e nero di una gigantesca Minerva, divinità della guerra e della sapienza, protettrice delle arti, a cui è dedicato il locale parco archeologico d’epoca romana. Fiera e austera, tratteggiata da un segno incisivo che modella il panneggio e l’armatura, la dea tiene una lancia nella mano sinistra e una Civetta (simbolo di saggezza) nella destra. Due piccoli frammenti  musivi, in alto, richiamano le preziose decorazioni del santuario edificato in suo nome.

Ozmo, Minerva - Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015)

Ozmo, Minerva – Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015)

OZMO RACCONTA LA SUA IMPRESA. IL MURALE CON MINERVA: UN OMAGGIO AL TERRITORIO
L’idea dell’opera è nata quando sono venuto a conoscenza della statua di Minerva ritrovata assieme al tempio mentre veniva scavata una fognatura poco a valle, sul fiume Oglio, negli anni ‘80”, ci racconta Ozmo. “La Minerva mi sembrava un’ ottima alternativa ai Pitoti: forse tutti si aspettavano qualche riferimento preistorico, ma a me serviva un collegamento con il territorio che fosse più specifico. L’ho posizionata come se la sua figura si ergesse tra le case, avendo la parte inferiore nascosta tra di esse. Il muro individuato per l’intervento era quello contenitivo sopra le case della piazza del mercato, a Breno. Era ridotto male, pieno di infiltrazioni e muffe, in bella vista tra il castello medievale e la piazza”.
Oltre 480 mq di parete scura, su cui si staglia questa splendida effige pagana, a dominare il paesaggio e la memoia collettiva. Un’impresa non facile. Gestita con maestria, anche grazie a un’organizzazione seria e strutturata: “Oltre alle condizioni del muro ed alle sue dimensioni”, aggiunge Ozmo, “il problema era che fosse costruito sopra ai tetti, in mezzo ai vicoli del paese, quindi difficilmente raggiungibile con una gru elettrica. È  stato necessario realizzare un ponteggio di 9 piani per poterci lavorare, direttamente agganciato al muro di cemento. Anche la scelta di fine luglio per lo svolgere dei lavori si è rivelata sfortunata: la settimana più calda nella storia delle settimane calde estive”.

Ozmo, Minerva - Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015) - work in progress

Ozmo, Minerva – Valla Camonica, 2015 ©JackDaverio (un-Dogma 2015) – work in progress

GIOVANI ARTISTI PER I MURI DELLA VALLE. E SI PUNTA A UN FUTURO PARCO DIFFUSO
Non solo un murale, però. E non solo una special guest come Ozmo. “Wall in Art”, tramite un bando pubblico, ha selezionato 8 giovani artisti chiamati a intervenire su altrettanti muri individuati lungo la valle. Affinché fosse davvero, fino in fondo, una sana operazione di rilettura del luogo, di convolgimento e di rivitalizzazione: “Quasi ovunque la risposta è stata molto positiva, gli artisti sono stati supportati anche dalle persone comuni, che hanno riconosciuto il loro impegno nel creare opere in dialogo con il contesto. Tutto è andato per il meglio. Al punto che, dopo questa prima edizione, crediamo aderiranno anche altri comuni, fornendo superfici sempre più adatte. E il prossimo anno si pensa già a coinvolgere – oltre a giovanissimi – alcuni tra i migliori nomi del muralismo nazionale e internazionale”.
In Valle Camonica un nuovo, grande, solido museo a cielo aperto? Pare proprio di sì. Le premesse ci sono tutte. Una bella stagione culturale si pepara a decollare fra le valli, gli orizzonti e le millenarie stratificazioni di un territorio fertile. A vegliare sul futuro parco diffuso darte pubblica, sarà lei, Minerva la saggia. Nel segno di una continuità culturale che riconcili col passato, mentre si procede a sperimentare.

– Helga Marsala

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