Torna la sound art al Musma di Matera. Con la rassegna “Dal segno al suono. Dal suono al segno”: tra musica acustica, elettro-acustica e visual art

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Claudio Pasceri, Claudio Rocchetti, Francesco Dillon

Claudio Pasceri, Claudio Rocchetti, Francesco Dillon

Nonostante le turbolenze gestionali di cui anche noi abbiamo recentemente parlato, il museo Musma di Matera vuole confermare la sua attenzione nei confronti della sound art e dei repertori della musica contemporanea, proponendo per il quinto anno consecutivo Dal segno al suono. Dal suono al segno. Una rassegna che, con la direzione artistica di Vincenzo Santarcangelo (firma musicale di Artribune), intende trasportare l’immaterialità della musica tra le opere d’arte, in un originale spazio espositivo, quello degli ipogei del Musma, dove i ritmi, i silenzi, le frequenze, in una parola il suono nella sua totalità, si fa segno davanti all’ascoltatore stimolandone i sensi.
Un’edizione tutta dedicata allo strumento del violoncello quella di quest’anno, che si apre il 19 agosto con l’esecuzione Images et suggestions dell’interprete torinese Claudio Pasceri. Violoncellista dello Xenia Ensemble, quartetto specializzato nel repertorio contemporaneo, direttore artistico del Festival de Musique de Conques in Francia e, da quest’anno, di EstOvest Festival, Pasceri durante la sua esibizione al Musma spazierà dal classico al contemporaneo, esplorando le potenzialità timbriche e dinamiche proprie del violoncello. Il secondo e ultimo concerto della rassegna si svolgerà il 21 agosto, sempre alle 21, proponendo Nonmatching. In-congruenze: un live audio-video di Francesco Dillon e Claudio Rocchetti che si esibiranno prima come solisti e poi co-improvvisando in una performance elettro-acustica.
Già presente nel cartellone della prima edizione della rassegna (il 2010, anno in cui è diventato l’attuale direttore artistico della stagione di musica contemporanea [email protected] a Firenze), Francesco Dillon torna negli spazi del museo con un repertorio che spazia da brani antichi sino alle frontiere dell’espressione violoncellistica attuale. Sperimentazioni sonore e visive sono, invece, i campi d’azione di Claudio Rocchetti, che, trapiantato ormai da anni a Berlino, propone un lavoro di ricerca sul suono come elemento non solo emotivo e compositivo ma anche materico, grazie al suo modo “quasi teatrale” di manipolare strumenti analogici ed elettronici. Rocchetti, che sta lavorando a un nuovo album, annovera tra i suoi ultimi lavori una collaborazione con il duo artistico-curatoriale Atelier Impopulaire.

– Claudia Giraud

www.musma.it

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