Peter De Cupere, annusando Palermo. Passeggiata olfattiva in città

Continua il viaggio tra le piazze siciliane, sulla scia dei cinque sensi. Un progetto inserito nel programma del festival I Art. Tocca a Peter De Cupere indagare la dimensione dell'olfatto: una passeggiata a Palermo, scovando odori particolari in posti strani

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Mettere in piazza i cinque sensi, esplorando diverse forme di relazione tra lo spazio urbano e la percezione. Arte relazionale, performativa, intrinsecamente pubblica. È il concept del progetto 5 PIAZZE 5 SENSI, organizzato dall’associazione canecapovolto per il Festival I ART, con la cura di Chiara Canali. Cinque piazze siciliane, in cui cinque artisti mettono in scena esperienze sensoriali mediate da forme ed azioni artistiche. Dopo la vista, con cui Loredana Longo aveva affrontato a Ragusa il tema dell’immigrazione, della repressione e della rivolta, un cambio d’atmosfera radicale: ci sposta a ovest, a Palermo, con un registro decisamente più ludico.
L’artista Peter De Cupere (Belgio, 1970) ha coinvolto il pubblico in una passeggiata olfattiva in 10 tappe, dal titolo Scent City Walk. Fiori, monumenti, marciapiedi, indumenti intimi, tombini, scale, oggetti, muri, panchine, bidoni della spazzatura: un corredo di elementi urbani variamente assortiti si trasforma in un itinerario profumato, lungo alcune piazze e strade del centro storico. Bastava individuare i point e seguire le istruzioni: avvicinarsi, sfregare, annusare… E naturalmente indovinare. De Cupere confeziona, come un alchimista futurista, profumi sintetici ispirati al quotidiano. Dall’odore di morte a quello di bruciato, dallo sperma al talco, passando per il sangue, il sudore, il denaro, la povere da sparo: fragranze di vita vissuta, per nasi sensibili dalla memoria robusta.

Peter De Cupere a Palermo

Peter De Cupere a Palermo

Un’ossessione, la sua. Un amore che lo ha condotto quest’anno fino alla Biennale de L’Avana, dove ha installato il suo giardino di piante geneticamente scorrette: cresciute dentro tecno-serre simili a macchinari da laboratorio, profumavano di sostanze organiche e oggetti qualunque. Nel 2010 aveva costruito una camera del fumo, a Bruxelles, foderata con di 750.000 sigarette, mentre nel 2014 aveva mischiato sacro e profano presentando ad Anversa una statua della Madonna al “profumo di passione”: facile immaginare lo shock negli occhi di chi riconosceva un agre odor di vagina. E via di simboli e dissacrazioni, tra sacra maternità, origine del mondo e discusse mitologie virginali.
Tutto molto leggero e ampiamente partecipato, a Palermo. Un intero “scent day”, dalle 10 alle 22, attraverso il sentiero degli odori impossibili. Odori fuori posto, evocativi e pregni d’esistenza: la vita, la morte, la natura, il sesso, il potere, i corpi e le cose. Ritratti immateriali, a misura di narici.

Helga Marsala

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