Nasce la Fondazione per le Arti contemporanee in Toscana, l’organo che guiderà il nuovo Museo Pecci di Prato. Alla guida del Cda Irene Sanesi

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Il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, Maurice Nio

Il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, Maurice Nio

Mentre procedono i lavori del grande cantiere di Maurice Nio, l’architetto olandese che ha disegnato l’ampliamento del Museo Pecci di Prato, anche sul piano delle nomine e della governance si procede spediti. È stata infatti annunciata la nascita della Fondazione per le Arti contemporanee in Toscana, ovvero l’organismo giuridico che guiderà il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, diretto da Fabio Cavallucci. L’organo di indirizzo sarà costituito da un collegio dei fondatori, legali rappresentanti dei due soci della Fondazione: il Sindaco, per il Comune di Prato, e il presidente dell’Associazione Luigi Pecci, Matteo Biffoni, attualmente in carica ma in procinto di lasciare la sua poltrona.
Quindi, si è definito l’organo di gestione, il Cda, composto da cinque membri. Il ruolo di presidente va a  Irene Sanesi, attuale vicepresidente della Fondazione Datini, proprio quest’estate nominata anche presidente dell’Opera di Santa Croce, istituzione fondata nel ‘400, responsabile della  tutela, la promozione e la valorizzazione della Basilica e del complesso monumentale di Santa Croce, a Firenze. Un anno importante per la Sanesi, che continua a collezionare incarichi di pregio, forte di un curriculum di alto profilo.

Irene Sanesi

Irene Sanesi

 

Dottore commercialista e revisore contabile, consulente nell’ambito dell’economia gestionale e della fiscalità per la cultura, tra settore pubblico e privato, lavora da anni per supportare lo sviluppo di start-up company in ambito culturale e creativo, muovendosi anche nel campo della formazione manageriale. Collaboratrice del Giornale dell’Arte, Irane Sanesi è responsabile s Artribune edella rubrica “Gestionalia”. A lei l’onore e l’onere di far volare alto il nuovo Pecci, occupandosi dei processi di accountability.
Nel Cda siedono anche Fabio Donato, professore  del dipartimento di economia dell’Università di Ferrara e membro del comitato Horizon 2020; Felice Limosani, artista, comunicatore e story teller; Fabio Gori, fondatore della Fattoria di Celle.
Firmato l’atto notarile, con tanto di nomine registrate, manca solo l’ultimo passaggio: il riconoscimento della personalità giuridica, già inoltrato alla Regione Toscana. Dopo l’estate la partenza effettiva. E non poteva che nascere in maniera più giusta un museo che si candida a diventare una tra le realtà per il contemporaneo più competitive del Paese. L’istituzione di una fondazione resta garanzia di continuità, solidità, autonomia scientifica, economica e gestionale. E nella sfida con i grandi musei pubblici, schiavi di politica e burocrazia, il vantaggio è già segnato allo start.

– Helga Marsala

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