Zanghi e Pettena a Palermo. Una contraddizione radicale

Galleria d’Arte Moderna, Palermo – fino al 7 settembre 2015. Un esperimento mette insieme due artisti lontanissimi, per generazione, stile, ricerche, linguaggi. La distanza resta forte. Un pittore palermitano, con i suoi rosa squillanti e i suoi universi fantasy, incontra uno dei padri dell’architettura radicale.

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William Marc Zanghi, Magic Water, 2012

William Marc Zanghi, Magic Water, 2012

STRANE COPPIE
Maestri ed emergenti, insieme. In un dialogo che resta, con tutta la sua forza ideale, un’esperienza difficile. Per un fatto di distanze, incastri, confronti e disequilibri, dinamiche intergenerazionali. Il format piace alla Gam di Palermo, che dopo tre anni di personali dedicate ai mid career siciliani si cimenta con la sfida dei duetti. All’esperimento con Laboratorio Saccardi ed Enzo Cucchi segue quello con William Marc Zanghi (Wichita, 1972) e Gianni Pettena (Bolzano, 1940), a cura di Lorenzo Bruni.
Il nodo essenziale, qui, sta proprio nell’inedito accostamento. Dentro un teatro delle contraddizioni – pur apparecchiato con misura – la domanda è immediata: perché? Dove sta il nesso tra l’appeal psichedelico di Zanghi, giocato consapevolmente in superficie, e l’estetica engagé, rigorosa, politicamente tagliente di un maestro dell’architettura radicale?

Gianni Pettena, Applausi - GAM, Palermo 2015

Gianni Pettena, Applausi – GAM, Palermo 2015

LA SEVERITÀ DI GIANNI PETTENA
Per Pettena una bella selezione di lavori storici. Legno, cartone, atmosfere beckettiane, palcoscenici concettuali, critiche all’estetica dello spettacolo e alla retorica della guerra: da Applausi (presentato a Palermo nel ’68) al Milite Ignoto, passando per le “sedie indossabili” del ‘71, liricamente sospese al centro di una sala, le intense installazioni dovevano funzionare come dispositivi di senso volti a contenere e problematizzare i dipinti dell’altro.
Ma l’obiettivo si perde per strada. Se il più giovane viaggia tra le vie allucinate di un universo fantasy, cavalcando in leggerezza l’inquietudine, il grande artista e architetto resta altrove, con il suo piglio ironico, analitico, severo. Senza che si accenda nemmeno la logica laterale del cortocircuito.

William Marc Zanghi - GAM, Palermo 2015

William Marc Zanghi – GAM, Palermo 2015

ZANGHI TORNA ALLA FIGURAZIONE
E intanto, quell’inversione tentata da Zanghi, quando la pittura s’era fatta più aerea, asciutta, orientata all’astrazione, pare essersi interrotta. L’artista torna alla figurazione, sovrapponendo alle efficaci mappature di due anni fa le consuete foreste popolate di scimmie, cani, orsi, creature aliene, il tutto condito da cascate di glitter, pallini, ghirigori. Fino ad arrivare ai pattern solidi di colore filamentoso e alle teste grottesche: sorta di artigianato ludico, intitolato al gusto per il kitsch.
Un bravo pittore, Zanghi. La cui qualità si scorge zoomando sui pigmenti, le velature, le vibrazioni tonali, le iridescenze raffinate, sopraffatti a volte da un contorno troppo decorativo. Meglio avrebbe gestito una personale? Forse. Nell’ipotesi di una sfida: liberare la pittura e spingerla oltre certe frequenze adolescenziali. Certo più facili, rassicuranti, ma già superate. Nei suoi stessi desideri, probabilmente.

Helga Marsala

Palermo // fino al 7 settembre 2015
Gianni Pettena / Marc William Zanghi – Immaginari di uno stare
a cura di Lorenzo Bruni
GAM – GALLERIA D’ARTE MODERNA
Piazza Sant’Anna 21
091 8431605
[email protected]
www.gampalermo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46125/gianni-pettena-marc-william-zanghi-immaginari-di-uno-stare/

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