Lupo Borgonovo. Consuetudo est altera natura

Galleria De Cardenas, Zuoz – fino al 29 agosto 2015. Prima personale di Lupo Borgonovo nella sede svizzera di De Cardenas. Con diverse forme di natura e fusioni materiche per inscenare ritrovamenti. Reperti scultorei che fanno emergere le tracce di un mondo metanarrativo sepolto da ere senza tempo.

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Lupo Borgonovo – Willow pillow – veduta della mostra presso la Galleria Monica De Cardena, Zuoz 2015

Lupo Borgonovo – Willow pillow – veduta della mostra presso la Galleria Monica De Cardena, Zuoz 2015

A distanza di un anno esatto, dopo aver partecipato alla collettiva allestita a Chesa Albertini nell’estate 2014, presentando alcuni raffinati lavori a china su carta, Lupo Borgonovo (Milano, 1985) pervade entrambi i piani della galleria a Zuoz. Con il titolo fiabesco Willow pillow, presenta sculture realizzate tra il 2014 e il 2015 e due recenti serie di disegni a china. Negli spazi della galleria, che per l’occasione si trasforma in una sorta di relitto, di una civiltà sommersa, si alternano artefatti sintetici di provenienza, di sembianza organica a sculture autonome, pur insistendo sulla medesima porzione di materia. Due livelli di lettura sovrapponibili e presenti contemporaneamente. Se dunque i quattro Leglog si presentano come offerte antropomorfe apotropaiche – intersezioni materiche poste su ostensori che ne mantengono la verticalità sospesa – Ornithology, Yelloween e S si presentano come residui strumentali di un rito che utilizza lo spazio per manifestarsi come un’apparizione e congelarsi nel bronzo fossile della serie di Ear e Earring.

Ginevra Bria

Zuoz // fino al 29 agosto 2015
Lupo Borgonovo – Willow pillow  
MONICA DE CARDENAS
Via Maistra 41
+41 (0)81 8688080
[email protected]
www.monicadecardenas.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46854/lupo-borgonovo-willow-pillow/

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  • Rapo

    Povero lupo, non doveva andare cosi. Finira’ come pantani

  • Luchino Rossi

    Borgonovo è l’esempio più genuino di quella corrente dei “Giovani Indiana Jones” che potremo definire “new arcaic”. Mentre gli “Story Story I lov yu” (Biscotti, Arena, ecc) sono più attenti al dato concettuale, i new arcaic recuperano e fanno loro forme arcaiche, lasciandosi sorprendere dai materiali, dai fossili e dai gusci. Un ritorno all’ordine, come se il giovane artista dovesse e volesse recuperare un retorica passatista per farsi accettare in un “paese per vecchi”. Potremo pensare ad un fronte etnico dell’ikea evoluta. Ma anche una versione nostrana di Danh Vo, dove le urgenze dell’artista si confondono con le urgenze della moda del momento.