Gli Etruschi e il vino. A Rocca Di Frassinello

In Toscana l’eccellenza dell’arte incontra quella del vino, grazie a Rocca di Frassinello. L’azienda vinicola prosegue l’impegno a favore della cultura, con una mostra sensoriale sugli antichi etruschi. Un percorso da “gustare” a ritmo lento, fra necropoli secolari, architetture visionarie e wine tasting decisamente particolari.

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La cantina di Rocca di Frassinello progettata da Renzo Piano

La cantina di Rocca di Frassinello progettata da Renzo Piano

L’ARCHEOLOGIA DEL VINO
Il vino è a poesia della terra”, scriveva Mario Soldati. I versi del nettare degli dèi rivivono da generazioni a Rocca di Frassinello. Nel cuore della Maremma toscana la creatività dell’uomo dialoga con quella della natura, con un risultato straordinario.
Così, dopo aver ispirato l’estro di David LaChapelle, l’azienda vitivinicola inverte la rotta, alla ricerca delle proprie radici più profonde. Il progetto consiste nella riscoperta della necropoli etrusca di San Germano: una delle più importanti realtà del comprensorio dell’antica città di Vetulonia; un traguardo ambizioso, reso possibile grazie al connubio fra lo Stato, l’Università di Firenze e l’azienda vinicola.
Nei terreni della tenuta sono stati rinvenuti tre tumuli, databili fra la fine del VII e la prima metà del VI sec a.C. Le tombe rivelano la storica vocazione del territorio all’artigianato e al vino di altissima qualità. Il corredo funebre non consiste solo in preziosi ornamenti, ma anche in coppe e vasi destinati alla degustazione di quella linfa che da secoli scorre nei tralci maremmani.

Gli Etruschi e il vino a Rocca di Frassinello - veduta della mostra allestita da Italo Rota

Gli Etruschi e il vino a Rocca di Frassinello – veduta della mostra allestita da Italo Rota

UNA MOSTRA SENSORIALE
Mentre i vitigni custodiscono gli antichi tumuli, presso la cantina disegnata da Renzo Piano prende forma una mostra sensoriale. Lo spettacolo è inscenato dall’architetto Italo Rota, già regista del Padiglione Vino di Expo 2015, e ha come trama l’archeologia del vino.
Accanto alla barriccaia ad anfiteatro sono esposti i reperti archeologici provenienti dalle necropoli. Dagli unguentari per gli oli profumati alle coppe per il consumo del vino, fino ai gioielli, realizzati in bronzo o in oro, il metallo del Dio del Sole che affronta con noncuranza lo scorrere del tempo, mantenendosi lucente come appena scolpito.
Protagonista della sala, un grande stamnos raffigurante una danza dionisiaca. L’antico vaso entra nel XXI secolo grazie all’ausilio delle stampe 3D, che trasportano il dio Bacco e le cinque Menadi nella terza dimensione, per un gioco di contrasti in grado di sedurre grandi e piccini.
E poi un tuffo nei suoni del tempo. Il musicista Stefano Cantini ha ricostruito il funzionamento degli strumenti dell’epoca, partendo dai reperti di una nave affondata all’Isola del Giglio. Le melodie “restaurate” dal maestro fanno da colonna sonora a un video sulla vendemmia.

David LaChapelle con il suo Rapture of the Grape alla Rocca di Frassinello

David LaChapelle con il suo Rapture of the Grape alla Rocca di Frassinello

E PER FINIRE…
Il viaggio nell’antica Etruria si conclude con un wine tasting d’eccezione. La degustazione avviene in apposite ceramiche, secondo la ritualità del tempo, quando il vino veniva conciato con petali di rosa, pepe nero, miele e formaggio pecorino.
Per celebrare la mostra è stata realizzata un’etichetta pregiata, raffigurante la danza dionisiaca dello stamnos in mostra, per un’edizione limitata già contesa dai collezionisti.
Nel 2014 l’azienda vinicola ha celebrato la decima vendemmia con un padrino d’eccezione: David LaChapelle. L’artista ha donato alla cantina Rapture of the Grape: un’opera site specific ispirata ai vitigni maremmani, con l’augurio che a Rocca di Frassinello si continui a celebrare la poesia della terra per altri tremila anni.

Federica Galassi

www.castellare.it/ita/introFrassinello.html

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