Mercato. La Cina investe in Africa

Parla cinese lo Scheryn Art Collectors Fund, fondo d’investimento dedicato all’arte africana e della diaspora. L’ha fondato Dabing Chen insieme ad alcuni manager sudafricani attivi nel settore degli investimenti.

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Nicholas Hlobo, Unongayindoda (One who Almost Looks Like a Woman), 2005-06 - courtesy Stevenson, Cape Town-Johannesburg

Nicholas Hlobo, Unongayindoda (One who Almost Looks Like a Woman), 2005-06 – courtesy Stevenson, Cape Town-Johannesburg

L’imprenditore cinese Dabing Chen, già attivo nel Vecchio Continente quale fondatore dell’Africa-China Friendship Association, appassionato collezionista di arte tribale, ha voluto guardare all’arte africana come investimento, unendosi ad alcuni manager sudafricani attivi nel settore degli investimenti, Herman Steyn, Ryan van Breda, Wayne Smith, e alla direttrice della galleria Brundyn+ di Cape Town, Elana Brundyn, per creare questo fondo lanciato lo scorso marzo.
Come riportato nel documento illustrativo agli investitori, obiettivo dello Scheryn Art Collectors Fund è creare un “investimento mirato e significativo all’interno del mercato dell’arte africana attraverso la promozione di rapporti reciprocamente vantaggiosi tra arte e business. […] Attraverso varie iniziative di sostegno Scheryn intende coltivare giovani talenti artistici e preservare l’eredità culturale dell’arte africana”.

Dabing Chen e Herman Steyn ad Art Basel Hong Kong

Dabing Chen e Herman Steyn ad Art Basel Hong Kong

La quota minima per la partecipazione al fondo è di 40.500 dollari, con costi di gestione annuali del 2%, per investimenti diversificati tra diversi segmenti di mercato, così ripartiti: 20% per Old Masters, artisti blue chip per aumentare la liquidità del fondo; 50% per il Contemporaneo Africano, con gran potenziale di ritorno economico a breve termine; 20% per i giovani artisti emergenti, che stanno per irrompere nella scena artistica locale. Infine, il 10% del fondo sarà dedicato alle operazioni a breve termine, come capitale per acquistare le opere d’arte che appaiono sul mercato di volta in volta.
Il fondo si impegnerà inoltre in un vasto programma di prestiti per accrescere il valore della collezione, tra cui mostre temporanee e internazionali, prestigiosi musei, fondazioni, eventi speciali, fiere d’arte. Molto importante la donazione stanziata a favore del futuro Zeitz Museum of Contemporary African Art di Cape Town, che aprirà i battenti nel 2017 con la collezione dell’ex presidente dell’azienda di abbigliamento sportivo Puma, Jochen Zeitz. Il fondo infatti ha già stanziato 1.6 milioni di dollari e c’è l’intenzione di arrivare a oltre 40 milioni.

Martina Gambillara

www.scheryn.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

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  • Terry

    Conseguenza del fatto che è già da un decennio che i cinesi investono capitali in alcuni stati africane, come la Nigeria.