Lo Strillone: La Grande Madre di Gioni secondo Angela Vettese su Il Sole 24 Ore. E poi Matera e i libri, disorganizzazioni francesi

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La Grande Madre, Palazzo Reale, Milano – Sarah Lucas (foto Marco De Scalzi, courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Milano)

La Grande Madre, Palazzo Reale, Milano – Sarah Lucas (foto Marco De Scalzi, courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Milano)

A cura dl Massimiliano Gioni – diventato padre a due giorni dall’inaugurazione – la rassegna percorre il mito della mater/materia/matrice ma ne sonda anche i lati sospetti. È lontana, dunque, dalla retorica di un legame che di solito, soprattutto nelle zone di vocazione cattolica, è interpretato come semplicemente buono”. Su Il Sole 24 Ore è Angela Vettese a raccontare La Grande Madre, la mostra di Palazzo Reale grande protagonista di questa fine estate milanese: “Invece spesso c’è del tragico, anche. Tra le stanze ottocentesche decorate e altre in stile white cube, legata al tema dell’aspo grazie alla diede mammella-nutrimento, la mostra se ne distacca per la libertà in termini cronologici e disciplinari, in linea con le metodologie più recenti tra storici e curatori, nonché per la matrice psicoanalitica junghiana che postula un inconscio collettivo. Il titolo dell’esposizione, deriva dallo studio di Erich Neumann, un adepto di Jung che a sua volta partì da una raccolta iconografica sul tema condotta da Olga Frobe-Kapteyn”.

La Capitale della Cultura resta senza libri. Il Fatto Quotidiano sottolinea il paradosso di Matera, scelta come capitale 2019: “dal primo gennaio non acquista più libri, dal primo luglio non sfoglia più giornali. C’è qualcosa di inspiegabile nel destino che ha voluto per i Sassi la conquista del podio di città europea dove il paesaggio, l’intreccio urbano, la conca meravigliosa dentro la quale sviluppa la sua rara beltà, stia insieme cucito all’incuria più deprimente verso i presidi culturali storici del capoluogo lucano”. Motivo? La biblioteca è gestita dalla Provincia che però è stata soppressa. Un altro paradosso, stavolta in arrivo dalla Francia: il Corriere della Sera racconta di François Hollande che “si era impegnato a fare di tutto per proteggere i tesori del patrimonio siriano e iracheno, promettendo inoltre che la Francia accoglierà i dottorandi iracheni e sirìani ‘che verranno a completare qui i loro studi e i loro lavori di ricerca’”. Tutto bene, salvo che Houmam Saad, il primo studioso accolto, “ogni due mesi deve rinnovare il permesso di soggiorno, e ogni volta rischia di essere espulso perché zelanti agenti dell’immigrazione obiettano su documenti mancanti”.

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