Kassel, non solo Documenta. Nasce Grimmwelt, il museo dei fratelli Grimm, principi della favola moderna. E non poteva mancare l’arte, iniziando da Ai Weiwei

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La favola di Cappuccetto Rosso illustrata da Gustave Doré

La favola di Cappuccetto Rosso illustrata da Gustave Doré

DA CAPPUCCETTO ROSSO AD HÄNSEL E GRETEL. IL MITO DEI FRATELLI GRIMM
Sono un po’ l’equivalente moderno dei grandi maestri delle fiabe classiche. Novelli Fedro ed Esopo, Jacob e Wilhelm Grimm hanno nutrito l’immaginario collettivo di intere generazioni, fra ‘800 e ‘900, costruendo una nuova letteratura fantastica che affonda le sue radici tra miti, archetipi e simbologie di sempre.
Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Il soldatino di piombo…:  con una lunga serie di titoli, i Fratelli Grimm hanno combinato paure, ossessioni, pulsioni, feticismi, affettività, saggezza popolare e umana fragilità, rimodulando il tutto a misura del genere fiabesco, così come si è evoluto (e rinvigorito) nel corso della modernità.
A questi due giganti della letteratura europea, nati nel 1785 ad Hanau, in Germania, la città di Kassel dedica oggi un museo, il Grimmwelt. L’opening è atteso per il prossimo 4 settembre e la media di visitatori annui stimati si aggira intorno a quota 80.000. Venti milioni di euro è invece la cifra spesa per edificare questo avanguardistico tempio contemporaneo delle favole.
Eppure, a fare da tema portante dell’intero impianto museografico è un’opera monumentale dei Grimm, non legata all’arte del racconto. I due – che erano anche filologi e linguisti – lavorarono fino alla morte alla stesura di un dizionario di tedesco in 33 volumi, il Deutsches Wörterbuch, opera cruciale nel processo di studio etimologico e di definizione della lingua tedesca: un’impresa equiparabile, per importanza e per ampiezza,  alla storica traduzione della Bibbia da parte di Martin Lutero.

Grimmwelt Museum, Kassel - l'installazione di Ai Weiwei e la proiezione nel foyer - copyright Stadt Kassel; ph Soremski

Grimmwelt Museum, Kassel – l’installazione di Ai Weiwei e la proiezione nel foyer – copyright Stadt Kassel; ph Soremski

LE RADICI COLORATE DI AI WEIWEI PER IL MUSEO GRIMM
Così, se nel foyer un proiettore ripercorre l’intero dizionario, con una cascata di 318.000 parole verde fluo, le 26 sale espositive sono state allestite dai due curatori, Annemarie Hürlimann e Nicola Lepp, secondo una scansione alfabetica: ognuna è contrassegnata da una lettera a neon. Nel percorso, fra atmosfere storiche e dispositivi tecnologici, si incontrano reperti originali, foto, libri, documenti, video, persino un armadio che arriva direttamente da casa Grimm.
Ma nella città che ospita ogni cinque anni Documenta non poteva mancare anche una buona dose d’arte contemporanea. Ci si imbatte allora nelle cinque poderose “Colored Roots” di Ai Weiwei, cespi di radici colorate (per circa mezza tonnellata a testa) realizzate appositamente per il Museo Grimm; c’è poi la filmmaker Hannah Leonie Prinzler, specializzata in documentari e progetti cross-mediali, che ha creato la video installazione “Telling Rumpelstiltskin”, anch’essa un omaggio al nuovo museo; mentre l’egiziano Ecke Bonk ha reinstallato qui “Buch der Wörter/Book of Words: Random Reading”, opera presentata proprio a Documenta nel 2002, che incorpora alcune voci mitico del dizionario dei Grimm. E ancora, per accompagnare i visitatori in un viaggio coinvolgente, si incontrano qui e là installazioni sonore e progetti multimediali: un grande parco dedicato all’esperienza dell’ascolto, dell’evasione fantastica, dell’immaginazione. E all’amore per il linguaggio e la letteratura.

– Helga Marsala

www.grimmwelt.de

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