Fontana, Manzoni e gli altri ad alta quota: torna il St. Moritz Art Masters con un focus sulla creatività italiana del XX secolo. Tra mostre diffuse, workshop e lecture

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St. Moritz

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Per gli abitudinari delle vacanze a St. Moritz, estate o inverno che sia, sarà un ritorno tutt’altro che inaspettato quello del St. Moritz Art Masters. Giunto ormai all’ottava edizione, anche quest’anno il festival ideato da Monty Shadow non perde occasione di trasformare la capitale elvetica della villeggiatura montana extra lusso in una galleria diffusa, per la felicità dei collezionisti e amanti dell’arte che hanno scelto l’Alta Engadina come meta per le vacanze di questa fine estate.
Dopo aver accompagnato il pubblico alla scoperta del Brasile, della Cina e dell’India, stavolta il focus è sull’Italia. E non poteva essere altrimenti nell’anno dell’Expo 2015. Dal 21 al 30 agosto, mostre, ma anche workshop, incontri e lecture, ripercorreranno il Novecento italiano con un approccio interdisciplinare e un’attenzione speciale al secondo dopoguerra e agli artisti che in quegli anni sperimentarono nuove pratiche artistiche tra Milano, Torino e Roma. In linea, dunque, con il trend più che positivo e in crescita esponenziale dell’arte italiana dagli anni Cinquanta in poi, riscontrato nelle aste e nelle fiere internazionali degli ultimi anni.

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva dal rosso, 1964, acrilico rosso su tre tele sovrapposte

Paolo Scheggi, Intersuperficie curva dal rosso, 1964, acrilico rosso su tre tele sovrapposte

Anche per questa edizione, St. Moritz Art Masters si srotolerà in diverse sedi espositive: mentre le sculture di Arnaldo Pomodoro, Augusto Perez e Giacomo Manzù saranno installate en plein air, lungo l’area pedonale di St.Moritz, nella chiesa protestante della rinomata località si potranno apprezzare opere di Lucio Fontana e Piero Manzoni. La galleria Robilant e Voena ospiterà invece una retrospettiva su Aldo Mondino, mentre la personale di Salvo sarà allestita nella chiesa Francese. L’arte contemporanea incontra poi il design nelle installazioni di Simone D’Auria e la moda nella mostra al Kempinsky Grand Hotel, dove la produzione di Giovanni Gastel, tra i più grandi nomi della fotografia di moda, in Italia e all’estero, dialoga con i manifesti cinematografici  strappati di Mimmo Rotella. E poi ci sono Fausto Melotti, Paolo Bottarelli, Marino Marini, Paolo Scheggi, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani e anche Wilfredo Lam, legato all’Italia dagli anni trascorsi nel suo atelier ad Albissola Marina, in Liguria, e dalla partecipazione alla Biennale di Venezia del 1972.
Nomi di prestigio anche nel comitato scientifico di quest’edizione che ha potuto contare su Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero di Expo 2015, sui mercanti d’arte Marco Voena e Luigi Toninelli, sul direttore della Fondation Beyeler Samuel Keller, la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, il curatore Reiner Opoku e i collezionisti Beat Curti e Roland Berger.

Marta Pettinau

www.stmoritzartmasters.com

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