L’estate 2015 a Brera. In contemporaneo

Milano – fino al 13 settembre 2015. A Palazzo Braidense molteplici iniziative sono in scena per offrire uno sguardo sull’arte contemporanea e la storia dell’arte. Accademia di Belle Arti, Pinacoteca, Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano, Museo Astronomico, Osservatorio Astronomico, Biblioteca Braidense, Istituto Nazionale di Scienze e Lettere. Tutti incredibilmente uniti per “Brera in contemporaneo”.

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Alberto Garutti, Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora. 2015 - photo Paola Di Bello

Alberto Garutti, Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora. 2015 – photo Paola Di Bello

I GRANDI NOMI IN PINACOTECA
Per sfuggire alla torrida estate milanese senza allontanarsi troppo, il Palazzo di Brera offre diverse possibilità. Per la prima volta l’intero edificio viene allestito per un’unica iniziativa, tornando a essere il luogo enciclopedico pensato nel Settecento.
Per chi predilige il freddo artificiale tipico delle istituzioni museali, la Pinacoteca apre le sue porte alla mostra Fabro, Garutti, Kounellis, Paolini. Non è semplicemente un dialogo tra contemporaneità e antichità, ma un’esposizione che sottolinea il carattere poliedrico di un complesso antico nel quale si sono intrecciati vissuti diversi nel corso della storia.

I FANTASTICI QUATTRO
Alberto Garutti (Galbiate, 1948; vive a Milano) ha scelto la sala IX della Pinacoteca per collocare una lastra di cemento tinta di rosso. La didascalia riporta: Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora. Il rosso si riflette nelle opere della sala, la sala veneziana. Con una semplice didascalia Garutti stimola lo spettatore che, di passaggio, può o meno soffermarsi sulla lastra al centro della sala (già presente all’Aeroporto di Malpensa e alla Stazione di Milano Cadorna).
Jannis Kounellis (Pireo, 1936; vive a Roma) ha collocato la sua opera nella sala XV. In un angolo, un appendiabito con giacca e cappello sono in diretta relazione con la Crocifissione del Bramantino. La verticalità dell’appendiabiti richiama la croce, i simboli di un corpo che non c’è stimolano una presenza. Questa scultura rappresenta un atto unico, come una scena teatrale ancora da recitare o già conclusa.
Cercando Lo Sposalizio della Vergine (1504) di Raffaello si trova anche l’opera di Giulio Paolini (Genova, 1940; vive a Torino). (Non) Senso della visita è installata nella sala XXIV: un muro di 5×8 metri si pone in diretta relazione con Raffaello. Su questo muro infatti è raffigurata Raphael Urbinas MDIIII (1968), riproduzione fotografica in grandezza al vero (5×3,5 cm) della luce del portale del tempio dipinto da Raffaello. Cornici disegnate e reali ripropongono punti di vista dello spettatore con continui rimandi verso quello che viene osservato.
Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) è presente con tre opere. La prima è nella Cappella di San Giuseppe con gli affreschi di Bernardino Luini, dove al centro è stato collocato Io (L’uovo) (1978) appoggiato su Modo di mettere le lenzuola (1968). L’uovo è una misura, rappresenta per forma e peso il corpo dell’artista rannicchiato. Una misurazione nello spazio attraverso la sua entità. Mentre nella sala XXVIII è stata collocata Groma per Spinoza (1984-1997): in quest’opera, all’interno di quattro ampolle, sono conservate le trascrizioni di quattro lezioni che l’artista tenne all’Accademia di Brera sul filosofo. Il groma era uno strumento di misurazione dell’antica Roma, sempre una misurazione dello spazio ma attraverso leggi geometriche.

Alvin Curran, Gardening with John 1.1, 2006

Alvin Curran, Gardening with John 1.1, 2006

A BRERA SI FA SCUOLA
Refrigerati dell’aria condizionata ci si può dirigere verso il piano terra del palazzo, dove si trova l’iniziativa Accademia Aperta.
Per iniziare ci si può recare nella Sala Napoleonica dove viene presentata una mostra dedicata all’Accademia. Ai confini del quadro. Brera anni sessanta-settanta accoglie opere di artisti che nella Brera del secondo dopoguerra hanno conformato i linguaggi su cui si basa il discorso contemporaneo. Le opere di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Vincenzo Agnetti, Getulio Alviani, Enrico Castellani, Vincenzo Ferrari, Agostino Bonalumi e altri dialogano con lo spazio espositivo della Sala non attraverso quadri ma attraverso oggetti che hanno messo in discussione la nozione stessa di opera.
Vale la pena prendersi ancora del tempo per visitare le aule dell’Accademia dove gli studenti condividono pubblicamente un originale spaccato della vita grazie al libero accesso alle attività che normalmente si svolgono durante i semestri didattici. Presentano, appositamente per questa iniziativa, progetti speciali relativi alle loro discipline all’interno delle aule deputate, ristrutturate e allestite per l’occasione come laboratori e come spazi espositivi. Gli studenti/artisti sono presenti fisicamente, pronti al dialogo e a fornire dettagliate spiegazioni delle loro opere.

L’ORTO BOTANICO, INFINE
Meno fresco, ma non artificiale come in Pinacoteca, recandosi nell’ariosa bellezza dell’Orto Botanico si scorge l’installazione site specific di Michelangelo Pistoletto, Terzo paradiso – vasi. Coltivare la città (2015), quella di Alvin Curran, Gardening with John 1.1 (2006) e si può osservare il video di H.H. Lim 60 kg circa di saggezza (2001-2015).

Giorgia Quadri

Milano // fino al 27 settembre 2015
Fabro, Garutti, Kounellis, Paolini
PINACOTECA DI BRERA
Milano // fino al 13 settembre 2015
Accademia Aperta
ACCADEMIA DI BRERA
Via Brera 28
Catalogo Johan and Levi
02 72263259
[email protected]
www.brera.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46608/brera-in-contemporaneo-accademia-aperta/

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