Da una fiera chiusa a New York, ne nascono due a Miami Beach. Matthew Eck e Brian Whiteley, ex soci in Select Fair, lanciano le nuove rassegne X Contemporary e Satellite

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Miami Beach

Non si può certo dire che le ragioni della chiusura a New York della Select Art Fair risiedano nell’insuccesso: forse qualche problema organizzativo c’è stato, nell’ultima edizione, ma le lamentele dei visitatori si sono soprattutto incentrate sulle code interminabili per accedere alla vip preview a Chelsea. Alla base della crisi pare dunque che ci siano le incomprensioni fra i due soci promotori della rassegna, Brian Whiteley e Matthew Eck. E allora che fanno, i due intraprendenti producer? Per niente intimoriti dalla battuta d’arresto, si mettono in proprio e lanciano ognuno la propria fiera: ma non più nella Grande Mela, bensì – chi ci vuol vedere un trend, si accomodi – a Miami Beach, con debutto nel giorni sempre più caldi di Art Basel.
Il primo a muoversi, la scorsa settimana, è stato Whiteley, che con grande autoironia ha chiamato la sua rassegna Satellite: approccio non troppo diverso da Select, con grande attenzione a opere interattive e performance, la fiera non sarà limitata a una sede, ma sarà invece distribuita su quattro spazi attualmente liberi a North Beach. Una ex farmacia, una vecchia steakhouse, un albergo in stile Art Déco da 40 stanze e un anfiteatro. Pochi giorni, ed ecco l’annuncio di Matthew Eck: la sua fiera si chiamerà X Contemporary, e sarà piazzata dentro un tendone a midtown. Poche ancora le informazioni: sta lavorando ad un board composto da galleristi e consulenti indipendenti, e conta di attirare alla prima edizione una cinquantina di espositori. Con un crossover tra arti visive e performing arts, aperto anche a musica e moda.

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