Burriana / 1. Viaggio in Italia sulle tracce di Alberto Burri. Dal Teatro Continuo a Milano all’Umbria, terra natale del grande artista

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Il Teatro Continuo di Alberto Burri a Parco Sempione

Il Teatro Continuo di Alberto Burri a Parco Sempione

 

Siamo in agosto, tempo di vacanze e di viaggi. E allora anche Artribune ha deciso di raccontarvi un viaggio: ma non uno qualsiasi, bensì – onorando la propria “ragione sociale” – uno ad alta caratura artistica. La nostra Antonella Crippa parte dunque per un tour d’Italia sulle tracce del grande Alberto Burri, nel centenario della nascita. Da Milano a Perugia, fino a Gibellina, racconterà con una serie di news luoghi, opere, musei, persone, sensazioni legate all’artista umbro, sempre con parole e immagini. Eccovi il primo reportage…

10 agosto, Milano. Per una persona appassionata di vacanze, trovarsi a corto d’ispirazione disorienta. Arrivata la fine di luglio, ad ogni destinazione immaginata corrispondeva un albi per non partire. Cuba, la Cambogia, Ulan Bator, Istanbul? Ma scegliere una vacanza pensando che ogni destinazione fosse possibile, era come credere che, in fondo, tutto fosse equivalente. L’idea di attraversare l’Italia da nord a sud seguendo le tracce di Alberto Burri prende forma quando un amico mi dice che avrebbe rifatto la Mille Miglia con il figlio. Contatto immediatamente Maria Sensi, amica di vecchia data e super esperta che, molto gentilmente, mi suggerisce di andare anche alla Fondazione Magnani Rocca a Traversetolo, poi al Museo internazionale della ceramica di Faenza, poi alla monumentale scultura commissionata dalla Ferruzzi a Ravenna, e agli Uffizi, dove Burri donò un Cellotex e una serie di opere grafiche; poi a Pistoia, poi alla collezione Gori… Mi vengono le vertigini e cerco di non pensare alle 4.674.500 sterline spese per una Combustione plastica del 1961 nel 2014 da Christie’s a Londra, un risultato modesto se confrontato con le quotazioni di Lucio Fontana e Piero Manzoni. Con la mostra di ottobre al Guggenheim di New York, il culmine delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’Albertone nazionale, devo proprio fare una via crucis di XIV stazioni per capire cosa rappresenta Burri nel 2015? Vigliacca, decido un percorso light e scelgo alcune delle opere più note e controverse di Burri, collocate in luoghi che ho voglia di visitare.
Finalmente parto: da Milano, dal Teatro Continuo, o meglio dalla sua ricostruzione. L’opera fu realizzata originariamente in occasione della XV Triennale del 1973. Edizione conservatrice, la mostra avrebbe dovuto far ripartire la macchina espositiva dopo la paralisi dell’Istituzione seguita all’edizione, occupata, del ’68. Anch’essa fortemente contestata (gli studenti che volantinavano all’inaugurazione furono arrestati e processati) aveva una sezione intitolata “Contatto Arte – Città” curata dal regista televisivo Giulio Macchi.

Alberto Burri nel catalogo della Triennale

Alberto Burri nel catalogo della Triennale

Spingendo “gli artisti a creare opere usabili, scenografie fruibili e permanenti”, Macchi aveva coinvolto tra gli altri Arman e Giorgio de Chirico. Il Teatro Continuo, edificato con l’Italsider e la Finsider di Terni, non fu accolto con entusiasmo: interferiva con il cannocchiale prospettico tra l’Arco della Pace e la Torre del Filarete, e fu smantellato nel 1989 perché pericolante. La Triennale di Milano in collaborazione con la Fondazione Burri, il Comune di Milano e lo studio legale NCTM l’ha ricostruito in tempo anche per l’Expo, più o meno. Come ricorda Gabi Scardi nel suo recente libro, Burri lo definiva “uno scheletro di teatro“, aperto e democratico. Ma l’opera ha davvero una funzione che le consente di vivere solo se utilizzata per spettacoli o la nuda piattaforma in cemento con le sue sei quinte è (solo) un’opera d’arte, come la Fontana dei Bagni Misteriosi è (solo) una scultura – e per tanto non dovrebbe essere riempita d’acqua dato che c’e già il disegno del parquet? Passando davanti alla sua struttura, il Teatro appare come un dispositivo “continuo”, collocato per accogliere il flusso della vita e del tempo del Parco Sempione, l’ozio e le attività di ragazzi, famiglie, gruppetti, coppie di turisti, migranti che si riparano dal sole, chiacchierano o fanno un pic-nic. Peccato esista un gruppo su facebook “Salviamo il Parco Sempione dal Teatro Continuo di Burri” che ha 3339 like. Per ora il Teatro Continuo è vivo, anche a 35 gradi, un giovedì di agosto, ma chissà quale sarà il suo destino….
Lasciata Milano, mi dirigo verso Perugia, la tappa successiva della mia “burriana”. Se volete partecipare, indicare suggerimenti o fare riflessioni sulla legacy di Burri c’è Artribune. Astenersi perditempo.

Antonella Crippa

 

 

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