Art in America e ARTnews diventano un’unica testata con l’industriale Peter Brant al timone. Priorità ai contenuti online. E la carta rischia la pensione

Print pagePDF pageEmail page

ARTnews

ARTnews

È notizia di questi giorni che Art in America è stata venduta ad ARTnews. Fondate rispettivamente nel 1913 e nel 1902, le due testate americane pioniere dell’editoria dell’arte formeranno un titolo unico, sotto la guida di Peter Brant. L’industriale, collezionista d’arte contemporanea ed editore di Art in America ha tecnicamente venduto la sua testata – assieme a Magazine Antiques e Modern –  ad ARTnews, ma, per una serie di accordi, il controllo della nuova compagnia originata dalla fusione sarà comunque in mano sua.
Le implicazioni di questa operazione? Non sono ancora ben chiare, neanche – a quanto sembra – ai caporedattori Lindsay Pollock di Art in America e a Sarah Douglas di ARTnews. Si dice che la versione cartacea di quest’ultima sarà riservata a numeri tematici, ma sembra più probabile che sarà mandata in pensione. A sentir parlare Brant, il nuovo agglomerato editoriale si focalizzerà sui contenuti digitali e sulle news online, che saranno convogliate sul sito artnews.com. Insomma, il declino del giornalismo su carta stampata non risparmia neanche l’editoria dell’arte.
Brant subentrerà all’imprenditore russo Sergey Skaterschikov, che aveva acquistato ARTnews soltanto nel 2014. Allora, aveva dichiarato di avere grandi programmi per la storica testata. A quanto pare a breve termine, visto che le sue azioni ora sono state vendute a Brant. Dietro la fusione delle due testate, ci sarebbero così giochi tra pezzi grossi con conti in banca a sei zeri che ormai non si accontentano più di acquistare e vendere opere d’arte, ma si dilettano a scambiare testate giornalistiche specialistiche come fossero figurine.

Marta Pettinau

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community