In Toscana l’archeologia industriale rivive nel festival Tuscan Art Industry. Con una mostra site specific e visite guidate alla scoperta di stabilimenti dismessi‏

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Ex Lanificio Lucchesi, Prato

Ex Lanificio Lucchesi, Prato

Quest’anno alla prima edizione, Tuscan Art Industry 2015 si propone di attivare energie, processi e riflessioni collettive, dentro e attorno a edifici di archeologia industriale dell’Ottocento e del Novecento in Toscana. L’innesco? L’arte contemporanea. Dal 13 al 17 luglio, il festival neonato si svolgerà nell’ex Lanificio Lucchesi di Prato, rimasto chiuso per molti anni, e lungo itinerari alla scoperta di luoghi della produzione locali, in stato di abbandono e di inutilizzo da decenni. Tuscan Art Industry intende restituire a questi contenitori ormai vuoti, una rinnovata funzione produttiva, attraverso il lavoro di artisti, curatori, fotografi, musicisti e performer.
Nello spazio dell’ex stabile industriale pratese è stata allestita la mostra collettiva Après coup (dischiusure), con otto artisti di differenti generazioni e provenienza geografica. Invitati a considerare l’edificio come luogo denso di storie e identità, e non come mera cornice espositiva, gli artisti presentano opere – inedite e non – che “pongono al loro centro il paesaggio urbano, l’architettura e le sue trasformazioni, ma anche, a livello più metaforico, i concetti di anacronismo, resto, traccia, intervalli” e che si intrecciano, si sovrappongono e richiamano, in un gioco di rimbalzi più o meno nitido, lo spazio circostante che sono chiamati ad abitare temporaneamente. Gli artisti coinvolti in questa prima edizione di Tuscan Art Industry sono: Carlo Guaita(Palermo, 1954), Daniela De Lorenzo (Firenze, 1959), Andrea Santarlaci (Pisa, 1964), Paolo Meoni (Prato, 1967), Emanuele Becheri (Prato, 1973), Chiara Bettazzi (Prato, 1977), Elena El Asmar (Firenze, 1978), Anna Rose (Massachusetts, USA, 1982).

Marta Pettinau

www.tuscanartindustry.com

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