Tadeusz Kantor, l’omaggio di Palermo. Finissage della mostra al Museo delle Marionette dedicata al grande drammaturgo polacco. Tutte le immagini

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Taddeus Kantor, Macchina dell’amore e della morte - Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 - foto Giovanni Bordonaro

Tadeusz Kantor, Macchina dell’amore e della morte – Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 – foto Giacomo Bordonaro

KANTOR, 30 ANNI FA A PALERMO. UNA MOSTRA, IN MEMORIAM
Era il 1987 quando Tadeusz Kantor (1915-1990), geniale drammaturgo, regista e scenografo polacco, sceglieva Palermo per allestire uno dei suoi spettacoli. “Macchina dell’amore e della morte” aveva debuttato lo stesso anno a Kassel, per Documenta 8. Quindi, giungeva nel capoluogo siciliano per la XII Edizione del Festival di Morgana. A produrlo il CRT di Milano e il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino: da allora, per molti anni, questo museo palermitano unico nel suo genere, con la sua ricca collezione di marionette, burattini, teatri delle ombre, provenienti da ogni parte del mondo, avrebbe continuato a promuovere l’opera di Kantor, custodendo segreti, immagini, oggetti e scritture di quell’esperienza: il coup de foudre dell’autore per i chiaroscuri, le passioni, i miti e le contraddizioni di una terra struggente, e la nascita di uno spettacolo destinato a entrare nella storia della drammaturgia contemporanea.

Taddeus Kantor, Macchina dell’amore e della morte - Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 - foto Giovanni Bordonaro

Tadeus Kantor, Macchina dell’amore e della morte – Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 – foto Giacomo Bordonaro

A distanza di quasi trent’anni quella memoria, ancora vivissima, continua a sedurre, a trovare forme nuove. In occasione dei cento anni dalla nascita di Kantor il Comune di Palermo, per volontà dell’assessore alla cultura (nonché artista e uomo di teatro) Andrea Cusumano, ha  promosso un calendario di eventi dedicati a questa figura complessa: convegni, spettacoli, pubblicazioni. E non poteva non avere un ruolo chiave il Museo delle Marionette: come un festival nel festival, Tadeusz Kantor – Il senso della vita e della morte, coordinato da Rosario Perricone, ha ospitato laboratori  per bambini, incontri (tra cui uno con lo stesso Cusumano e uno con Emma Dante) e soprattutto una mostra. Una commovente rievocazione di “Macchina dell’amore e della morte”, costruita recuperando cimeli di scena, fotografie, video e allestimenti legati a quel debutto del 1987. Tutto materiale custodito negli archivi del museo, ma fino a oggi solo in minima parte esposto.

Taddeus Kantor, Macchina dell’amore e della morte - Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 - foto di Lia Pasqualino, 1987

Tadeusz Kantor, Macchina dell’amore e della morte – Museo Internazionale delle Marionette, Palermo 2015 – foto di Lia Pasqualino, 1987

DELLA MORTE E DELL’AMORE. LE OMBRE, I RELITTI E I FANTASMI DI SCENA
Insieme al vecchio filmato dello spettacolo – sapientemente proiettato a parete, in uno scorcio laterale, quasi a scavare nella stanza una piccola caverna della memoria – prende vita l’intera narrazione scenica, con tanto di riallestimento originale: la struttura semovente, riattivata per l’occasione; lo scheletro sospeso al centro, nel vuoto di un palco immaginario; il manichino in abito scuro, sul fondo, e le inquietanti presenze senz’anima, giunte dal regno delle ombre, degli archetipi, dei relitti e dei fantasmi: sono i caduti e gli illuminati, residui tragici di un dopo-storia in cui il crollo e l’elevazione coincidono, generando una coscienza nuova, smisurata. Un teatro, quello di Kantor, popolato di sosia, automi, spettri ed illusioni, testimoni dell’infinito scambio tra eros e thanatos: “La morte e l’amore. Giunse il momento in cui non riuscivo a distinguere chi era chi. Entrambe mi ammaliavano”.

Alle pareti, ad abbracciare questo nucleo di dispositivi scenici, una collezione di splendide foto in bianco e nero scattate da Lia Pasqualino: ricordi della premiére palermitana, con cui consegnare alla storia i volti, le luci, gli oggetti inerti che sono luoghi del doppio, del nascosto, dell’altro e del sinistro.
A completare l’allestimento alcuni video con interviste e approfondimenti, una proiezione di frasi estratte dai testi di Kantor e due pareti tappezzate di appunti fotografici, anche questi recuperati dal viaggio a Palermo.
Mostra breve, intensissima, esatta, immersa del buio di una penultima reincarnazione: quasi con un gesto esoterico, il museo palermitano ha ridestato le auree e le voci di chi in scena, trent’anni fa, cercava un canale diretto con il piano della morte ed il suo rovescio. Un balzo all’indietro, riaccendendo una storia destinata a mutare e a tornare, nel tempo: “Lo spettacolo non è un prodotto finito, è un campo aperto, in cui la creazione continua la sua battaglia”.

 – Helga Marsala

Tadeusz Kantor, Macchina dell’amore e della morte
fino al 14 luglio 2015
ingresso libero
Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
Piazzetta Antonio Pasqualino 5 (traversa di Via Butera), Palermo
www.museodellemarionette.it

 

 

 

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