Poesia di carta. Ufocinque si racconta

È uno dei nomi più promettenti del panorama artistico italiano. La sua tecnica fonde una pratica meticolosa come quella dell’intaglio con i luoghi e l’immaginario street più contemporanei. Protagonista di eventi al confine tra l’underground e la sperimentazione, Matteo Capobianco alias Ufocinque ha risposto alle nostre domande, portandoci in un mondo fatto di fragile carta e ferma volontà.

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Matteo ufocinque Capobianco - photo Livio Ninni

Matteo ufocinque Capobianco – photo Livio Ninni

Originario del Piemonte, classe 1981, Matteo Capobianco, in arte Ufocinque, usa strumenti semplici: matita, carta, taglierino. A volte colore, pittura. Il supporto dei suoi lavori non è necessariamente il muro, anzi: ama distaccarsene per dare vita a veri e propri ambienti di carta, che hanno bisogno di tutta l’evanescenza dell’aria per esprimersi al meglio. Che siano foreste, alberi, architetture o addirittura vestiti, le installazioni di Ufocinque non sono fatte per durare, ma per reagire alle azioni di chi le attraversa.
Tra i nomi presenti al Lago Film Fest 2015 a Revine Lago – in corso fino a domani 1° agosto e giunto all’11esima edizione, nonostante il rischio di una chiusura forzata dalla mancanza di fondi – Matteo Capobianco ci ha rivelato qualcosa in più sul suo approccio creativo, tra passato e contemporaneità.

Matteo ufocinque Capobianco, Chronophilia, installazione realizzata con Werther Banfi

Matteo ufocinque Capobianco, Chronophilia, installazione realizzata con Werther Banfi

Raccontaci la tua formazione. Come sei arrivato qui? Che cosa ti ha ispirato?
Liceo artistico e in seguito disegno industriale come percorso scolastico, parallelamente graffiti writing prima e street art poi, uniti a tanta ricerca in tutti gli ambiti creativi, dalla scenografia teatrale al digitale. Mi hanno ispirato la grandiosità dell’arte del passato e la freschezza dei linguaggi contemporanei.

Negli ultimi anni le tue installazioni in carta intagliata hanno fatto il giro dei più importanti festival dedicati alla street art in Italia. Come ti collochi rispetto a quel panorama?
Sono uno street artist davvero atipico, dipingo meno su muro di qualche anno fa e cambio spesso approccio. Non ho uno stile grafico sempre identico, come molti altri miei colleghi, non rinuncio a sperimentare, al punto di essermi staccato dal muro con le installazioni.

Sei tra i protagonisti del Lago Film Fest: che tipo di rapporto hai instaurato con lo spazio urbano che ti ospita?
La sfida è stata fare un’installazione outdoor. Ero lì in veste di set designer e con compiti ben precisi, la mia creatività era in funzione del festival. Le installazioni create servono a sottolineare punti importanti della rassegna e a incorniciare scorci molto belli del borgo di pietra di Revine Lago.

Matteo ufocinque Capobianco, Contrappunto barocco n°5 per strumenti in carta

Matteo ufocinque Capobianco, Contrappunto barocco n°5 per strumenti in carta

Di recente hai fatto ritorno alla tua città di origine, Novara, lavorando in uno dei suoi spazi più intriganti, Casa Bossi, storica dimora ottocentesca progettata da Antonelli e oggi in fase di ripristino. Com’è stato intervenire in un complesso architettonico così particolare?
Desideravo farlo da anni, è un sogno che si realizza: penso che sia uno dei palazzi più belli d’Italia e il progetto più visionario dell’Antonellli. Sembra assurdo si trovi in condizioni quasi fatiscenti, ma come contesto per ChronoPhilia, l’installazione che ho realizzato in collaborazione con l’amico artista Werther Banfi, è stato perfetto. La decadenza del luogo rende l’installazione bianca come un fantasma del passato.

Carta, disegno, tecniche minuziose che necessitano di tempi poco adatti al flusso veloce della contemporaneità. Eppure i tuoi interventi avvengono in ambiti e situazioni strettamente attuali. Come fai coesistere i due aspetti?
È una scelta personale, il fondamento della mia poetica. La questione non è la pazienza ma la volontà di vivere l’attimo, un ritaglio alla volta, centimetro per centimetro. Penso ci sia grande bisogno di riappropriarsi del tempo.

Matteo ufocinque Capobianco, performance per le vie di Revine Lago, Lago Film Festival - photo credit Lago Film Festival

Matteo ufocinque Capobianco, performance per le vie di Revine Lago, Lago Film Festival – photo credit Lago Film Festival

Quanto è importante per te l’interazione del “pubblico” con le tue opere?
È parte integrante, anzi è co-protagonista.

Progetti futuri. Dove ti vedremo?
Ad agosto prima in Toscana, con una mostra personale nel complesso museale di San Pietro all’Orto, a Massa Marittima, in seguito parteciperò all’evento Nottenera a Serra de’ Conti, in provincia di Ancona.

Arianna Testino

www.capobiancomatteo.blogspot.it
www.lagofest.org

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