Torna a casa Francis. Alÿs a Città del Messico

Museo Tamayo, Città del Messico – fino al 16 agosto 2015. L’artista belga Francis Alÿs presenta, nel suo Paese d’adozione, la “Story of Negotiation”. Un dialogo poetico tra dipinti e performance.

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Francis Alÿs - photo Wolfgang Günzel

Francis Alÿs – photo Wolfgang Günzel

IL MESSICO AL CENTRO DEL LATINO-AMERICA
Per chi non fosse ancora pienamente convinto della centralità dell’America Latina in materia d’arte contemporanea, Città del Messico è senz’altro la meta giusta per ricredersi. Questa megalopoli, che costituisce il fulcro politico e culturale dei trentadue Stati che compongono il Messico, ha ormai assunto un ruolo centrale nelle nuove dinamiche del contemporaneo.
Moltissimi sono i musei e le gallerie (quasi impossibile visitarli tutti durante il periodo di una vacanza) che propongono esposizioni di respiro internazionale.
Un bell’esempio dello sviluppo messicano nel campo dell’arte contemporanea è rappresentato dalla personale del belga Francis Alÿs (Anversa, 1959; vive a Città del Messico), A story of Negotiation, ospitata dal Museo Rufino Tamayo. L’esposizione riunisce tre progetti diversi: Don’t Cross the Bridge Before You Get to the River, Tornado e Afghanistan.

Francis Alÿs, Reel-Unreel, 2011 – in collaborazione con Julien Devaux e Ajmal Maiwandi – still da video

Francis Alÿs, Reel-Unreel, 2011 – in collaborazione con Julien Devaux e Ajmal Maiwandi – still da video

L’ARTE CHE UNISCE: MAROCCO E SPAGNA, CUBA E FLORIDA
L’intento che guida la mostra consiste nel mettere in dialogo i dipinti dell’artista con le sue azioni: Alÿs ha infatti accompagnato i suoi tre progetti di natura performativa con una vasta produzione di quadri e disegni, che suggeriscono come sia possibile formulare un “oltre” della pratica pittorica abituale, suscitando ampi livelli di riflessione.
Ad accogliere lo spettatore nella prima sala si trovano un tavolo con sopra la mappa geografica dello stretto di Gibilterra e, posizionata sul pavimento, una fila di piccole barche fatte con ciabatte da mare. Si tratta di oggetti che testimoniano un progetto intrapreso da Alÿs nel 2008 (Gibraltar), consistito nel costruire un ponte metaforico fatto di file di bambini che entrano in mare, ciascuno con in mano la propria piccola barca, per unire le sponde di Marocco e Spagna, luogo in cui si concentra uno dei maggiori flussi migratori e di contrabbando del mondo.
L’azione intrapresa dall’artista fa parte del primo progetto esposto in mostra, Don’t Cross the Bridge Before You Get to the River, che ha inizio nel 2005 con l’opera semiclandestina Bridge, in cui Alÿs invitò i pescatori dell’Avana e di Cayo Hueso (Florida) a creare nel mare una fila fatta di barche, con lo scopo di unire simbolicamente le sponde di Cuba e degli Stati Uniti.

Francis Alÿs, Tornado, Milpa Alta, 2000-10 – still da video - photo Francis Alÿs e Jorge Golem

Francis Alÿs, Tornado, Milpa Alta, 2000-10 – still da video – photo Francis Alÿs e Jorge Golem

TORNADI E TALEBANI
Il secondo progetto, Tornado, nasce dalla fascinazione dell’artista per i vortici di vento che si creano a Milpa Alta, a sud di Città del Messico, dopo la mietitura del grano. Alÿs decide di documentare il fenomeno in un video di 55 minuti, mettendo a repentaglio la propria stessa vita durante le numerose riprese che intercorrono tra il 2000 e il 2010. L’atto di gettarsi alla cieca nel caos del tornado si trasforma per l’artista in una meditazione sulla crisi sociale del Messico e sulle tragiche conseguenze della guerra al narcotraffico.
Le ultime sale sono dedicate a una serie di lavori che Alÿs intraprende tra il 2011 e il 2014 in Afghanistan. In un contesto in cui l’interpretazione dogmatica della proibizione delle immagini da parte dei talebani condusse alla distruzione di una quantità indeterminata di opere d’arte e materiale filmico, l’artista decise di affrontare la storia di tale iconoclastia filmando i bambini afgani intenti a giocare con i rulli inutilizzati delle pellicole cinematografiche.
Quest’ultimo progetto (Afghanistan), è accompagnato da una serie di disegni, quadri, fotografie e articoli di giornale che conducono lo spettatore all’interno del processo creativo dell’artista, dimostrando come l’opera sia solo l’ultimo tassello di un percorso articolato che comincia sempre dallo studio dettagliato del contesto socio-culturale che Alÿs sceglie di indagare.

Elena Cardin

Città del Messico // fino al 16 agosto 2015
Francis Alÿs – Relato de una negociación
a cura di Cuauhtémoc Medina
MUSEO TAMAYO
Paseo de la Reforma 51
+52 (0)5255 52866519 
www.museotamayo.org

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