Fausto Melotti nel Principato di Monaco. Analisi logica

Villa Paloma, Monaco – fino al 17 gennaio 2016. In una delle due sedi del Nouveau Musée National de Monaco, Eva Fabbris e Cristiano Raimondi allestiscono una mostra sullo scultore e decoratore italiano. Mettendo in luce reti di relazioni con Domus, Giò Ponti, con sua figlia Lisa, Ugo Mulas, Italo Calvino e… Alessandro Pessoli.

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Fausto Melotti - Nouveau Musée National de Monaco, 2015

Fausto Melotti – Nouveau Musée National de Monaco, 2015

FAUSTO MELOTTI SI AFFACCIA SUL MARE
Villa Paloma si affaccia, a partire dalla sommità occidentale del Principato, sulla costa della stretta striscia di terra che lo racchiude, rimanendo ai piedi delle Alpi, a diverse decine di metri sul livello del mare. I tre piani dell’edificio, perfettamente restaurato, fino al 17 gennaio ospitano un percorso su Fausto Melotti (Rovereto, 1901-1986).
Una mostra raccolta sebbene multiforme e aperta, allestita con largo uso di supporti espositivi strutturali, di media differenti, ma soprattutto storiograficamente dedicata al periodo che, tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, lascia emergere le vicende umane di un artista italiano, scultore, decoratore e poeta.
Tra l’androne delle scale e l’ultimo piano di Villa Paloma, uno dei due edifici d’epoca che ospitano il NMNM – Nouveau Musée National de Monaco, una ventina di sculture in metallo di diverse dimensioni (da La Barca e La Pioggia alle più metafisiche Metrò Natalizio e Il Circo, indizi di universalità riuniti in Scultura A (Pendoli)), oltre settanta ceramiche, numerose fotografie in bianco e nero di Ugo Mulas, un estratto di un documentario Rai sullo studio di Melotti, un’intervista video e numerosi testi, scritti estratti direttamente da una dozzina di numeri di Domus e consultabili, asportabili direttamente in mostra.

Fausto Melotti - Nouveau Musée National de Monaco, 2015

Fausto Melotti – Nouveau Musée National de Monaco, 2015

CERAMICHE E ALLESTIMENTI
L’itinerario, non ordinatamente retrospettivo, a partire dalla prima sala e dai corridoi, infatti, prova a stabilire, in linea diacronica, una traccia dei rapporti tra Melotti e l’entourage culturale (da Lisa Ponti a Ugo Mulas a Italo Calvino) negli Anni Cinquanta, milieu sotteso alla rivista diretta da Giò Ponti. Infatti, a seguito della personale dell’artista di Rovereto, nel 1935, al Milione, percorso che viene accolto con enorme scetticismo dalla critica – Carrà ne scriverà in termini netti: “È intelligente, ma non è scultura” – Melotti abbandonerà per diversi decenni l’esposizione delle sue sculture, preferendo concentrarsi sull’ambiguità degli oggetti e sulle sperimentazioni come decoratore, soprattutto fittile.
Grazie anche all’allestimento di Baukuh e Valter Scelsi (ispirati da un progetto di Pier Luigi Nervi per Giò Ponti), la Sala Cinque si trasforma, di conseguenza, in un cuore di sostegno al percorso; ospitando le ceramiche che dalla prima metà degli Anni Quaranta agli Anni Sessanta, tra funzionalità, fragilità e colori brillanti, stabilirono un confronto diretto.

Alessandro Pessoli - Nouveau Musée National de Monaco, 2015

Alessandro Pessoli – Nouveau Musée National de Monaco, 2015

ALESSANDRO PESSOLI: OMAGGIO A UN MAESTRO
Un dialogo interdisciplinare tra la plasmabilità della creta e la plasticità della pittura, dimensioni analizzate dalla scultura. E riunite, in una sorta di impredicibilità del processo creativo, anche nella project room di Alessandro Pessoli (Cervia, 1963; vive a Los Angeles), un omaggio ispirato, parallelo e inconsapevole, a uno dei suoi maestri.

Ginevra Bria

Monaco // fino al 17 gennaio 2016
Fausto Melotti
a cura di Eva Fabbris e Cristiano Raimondi
NMNM – VILLA PALOMA
56 boulevard du Jardin Exotique
+377 (0)98 984860
[email protected]

www.nmnm.mc

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46702/fausto-melotti/

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