L’attesa, a Treviso. In una mostra

Ca’ dei Ricchi, Treviso – fino al 20 settembre 2015. Una mostra patrocinata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, per mettere in mostra il momento cruciale dell’atto creativo. E gli esiti sono altalenanti.

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Arianna Piazza, Sarò madre, 2013 - bottiglie molotov

Arianna Piazza, Sarò madre, 2013 – bottiglie molotov

LA SCINTILLA PRIMA DELL’ATTO
The Waiting è una mostra “importante”, non soltanto per l’originale risultato estetico raggiunto, ma per l’insolita capacità di indurre lo spettatore a ripercorrere a ritroso l’intero processo artistico, fino a giungere a quel particolarissimo, quasi inafferrabile momentum che precede l’atto creativo.
L’attesa, minimo comune denominatore di qualsiasi impresa, è sicuramente una risorsa adrenalinica, un catalizzatore energetico che noi tutti proviamo con diversa intensità e frequenza, secondo un ventaglio di emozioni che oscillano dalla paura/terrore alla gioia/estasi, passando per quel sentimento tutto umano che è l’angoscia.

ELABORARE L’ATTESA
Inutile ricordare che in arte come in letteratura, numerosissimi sono gli esempi di artisti che hanno interpretato, tradotto, enucleato, esorcizzato e infine veicolato questo stato d’animo in intense opere d’arte.
L’opera di John Cage 4’33” è uno fra gli esempi che Chiara Casarin, curatrice della mostra, cita nel saggio Il tempo inquieto all’interno del catalogo che l’accompagna. Esercizio, questo, che ogni visitatore della mostra è invitato a svolgere. Il mio personale pensiero è andato all’Attesa di Lucio Fontana, ovvero alle fotografie, così ricche di carica emotiva, che Ugo Mulas ha realizzato nel corso dell’esecuzione dell’opera; ma anche al Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, dove l’attesa/disattesa del protagonista si traduce in un angoscioso vuoto esistenziale.

Paola Angelini, The Oracle, 2013

Paola Angelini, The Oracle, 2013

LE OPERE DEI GIOVANI ARTISTI
Ma tornando ai nostri giovani artisti – i quali hanno però già ottenuto importanti riconoscimenti – bisogna aggiungere che quelle che vediamo sono opere prime, frutto di un ciclo di incontri sul tema dell’Attesa che nell’autunno 2014 Chiara Casarin ha tenuto per i borsisti e gli assegnisti della residenza alla Bevilacqua La Masa.
L’impegno profuso da tutti è grande in egual misura. Non si può restare indifferenti dinanzi all’attesa “esplosiva” dell’opera di Arianna Piazza o a quella “elettrizzante”, ma per davvero, di Fabio Roncato. Impeccabile l’esecuzione delle opere rispettivamente pittorica e fotografica di Paola Angelini e di Enzo Comin.
Fortemente inquietante è il senso che sottende alle opere di Elena Mazzi e di Corinne Mazzoli, tuttavia ci appaiono “zoppicanti”: forse l’accompagnamento della registrazione audio per la prima (che sappiamo esiste) o di un supporto audio-visivo per la seconda, ne avrebbero meglio esplicitato l’intento. Indubbio il valore artistico dell’opera con cui Giuseppe Abate esorcizza le sue paure: ma siamo proprio sicuri che egli abbia centrato il tema?

Adriana Scalise

Treviso // fino al 20 settembre 2015
(chiusura estiva dall’11 al 29 agosto)
The Waiting

a cura di Chiara Casarin
TRA – TREVISO RICERCA ARTE
Via Barberia 25
04224 19990
[email protected]
www.trevisoricercaarte.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46735/the-waiting/

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  • L’attesa come momento magico, epifanico, che fa da ponte tra l’idea, l’immagine meditata e l’esecuzione. Come non ricordare la foto di Ugo Mulas mentre riprende Lucio Fontana nell’attimo in cui esegue il taglio sulla tela ; un attimo in cui anche il profilo del volto dell’artista nel gesto sembra si deformi e si appiattisca allungandosi dentro la fenditura della tela.

  • Elena Mazzi

    volevo solo sottolineare che l’opera audio non è per nessun motivo legata a quella in mostra, e che è quindi sì esistente ma non d’accompagnamento al lavoro presentato. Doveva essere presentata come altro possibile lavoro, ma non vi erano le condizioni d’allestimento ottimali.