Lo Strillone: i ritardi del Museo archeologico di Reggio Calabria sul Corriere della Sera. E poi DDL Madia, Mibact, Stefano Massini

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Il Museo archeologico di Reggio Calabria

Il Museo archeologico di Reggio Calabria

Chi ha esposto tutti noi italiani ad avvampare paonazzi di vergogna sarà almeno chiamato a pagarla? ‘Hiiii! Ma che gli frega dei
cartellini…’”. Sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella fa il suo mestiere di detective dei mali culturali italici, e arriva a Reggio Calabria, per la tanto attesa riapertura (parziale) del Museo archeologico. “Con un ritardo di oltre quattro anni sulla scadenza fissata per il Centocinquantenario dell’unità d’Italia, buona parte dei pezzi bellissimi esposti nelle bacheche (dai vetri coperti di impronte di operai e visitatori che nessuno si prende la briga di pulire) sono segnalati con ‘pizzini’ scritti a mano su foglietti”. Impossibile? “Hanno avuto cinque anni di tempo, dal lontano 2009 quando il museo fu chiuso coi bronzi trasferiti a palazzo Campanella, per preparare i cartellini di plexiglas (ovvio: bilingui, non come il sito web tutto in italiano salvo francobollini in inglese) pronti per la riapertura. E hanno speso complessivamente, per i lavori di restauro e di rilancio, 33 milioni di euro. L’appalto per 14 milioni era stato vinto infatti col solito ribasso, a 11 milioni. Somma in pochi anni schizzata al triplo”.

Uno strumento rozzo e pericoloso”. La Repubblica dà spazio alle reazioni del Consiglio superiore dei beni culturali al disegno di legge Madia sulla pubblica amministrazione. “La norma è quella del silenzio-assenso. Detta semplicemente funziona così: una soprintendenza ha tempo sessanta giorni per fornire agli uffici di un comune che ne fa richiesta, per conto di un privato, un’autorizzazione a costruire. Trascorsi i sessanta giorni, se la risposta non c’è, l’autorizzazione è automaticamente concessa”. Mibact proptagonista anche su Italia Oggi: “stanziati oltre 700 mln di euro per la realizzazione di eventi culturali tra cui quelli connessi alle tematiche legate all’Expo. Le domande al ministero dei beni culturali dovranno essere presentate entro il 31 luglio”. “La mia rivoluzione al Piccolo di Milano“: l’Unità intervista Stefano Massini, il drammaturgo che da settembre prenderà il posto di Ronconi nello storico teatro milanese: “largo ai giovani autori italiani contemporanei”.

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