Lo Strillone: Franceschini e il turismo mordi-e-fuggi su La Repubblica. E poi fondazioni liriche, Giorgio de Chirico, disegno

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Dario Franceschini

Dario Franceschini

Per far rispettare il decoro ci vogliono le ordinanze dei Comuni e il controllo delle città da parte delle forze dell’ordine”. Ci voleva una voce in arrivo da molto lontano, per riaprire il dibattito sulle città italiane in balia del turismo selvaggio e incontrollato: ci voleva il sindaco di Barcellona Ada Colau, che in argomento ha assicurato: “Non diventeremo come Venezia”. E La Repubblica non ha perso l’occasione per interrogare sul punto il ministro Dario Franceschini: “in Italia devono tornare i viaggiatori colti, e noi dobbiamo portarli oltre il triangolo Roma-Venezia-Firenze. Come? Puntando sul museo diffuso, sulle incredibili bellezze che nessuno va a visitare. Dalla Reggia di Caserta ai Bronzi di Riace. Non mi interessa il cinese che scende dalla nave da crociera, si fa portare all’outlet, poi fa una foto al Colosseo e riparte. Chi arriva deve poter scoprire le nostre eccellenze”. Progetto ambizioso… “Certo, proprio per questo abbiamo destinato buona parte dei nostri fondi europei ai siti minori, ma che potrebbero avere un grande sviluppo. Anche a a Firenze e Venezia ci sono luoghi straordinari che nessuno va a visitare. O a Roma, penso alle Terme di Diocleziano. Eppure sono davanti alla stazione Termini”.

Le fondazioni liriche intraprendono la strada del risanamento. Il Sole 24 Ore riporta il primo monitoraggio effettuato dal commissario Pier Francesco Pinelli, che “dimostra che i bilanci degli enti più disastrati, che rischiavano la liquidazione, si stanno lentamente rimettendo in carreggiata. La relazione – che Pinelli ha inviato ieri ai ministeri dei Beni culturali, dell’Economia e alla Corte dei conti – registra, infatti, un aumento dei ricavi, una riduzione dei costi, un incremento della produzione degli spettacoli”. Giornata di segnalazioni di mostre: Il Fatto Quotidiano va a Lecco per un’inedito approccio tecnologico a Giorgio de Chirico: “la mostra parte da un testo del 1940 e diventa un’installazione multimediale che traduce in immagini e in esperienza sensoriale l’omaggio del pittore alla città”. Disegno per Libero, con la mostra alla Pinacoteca di Brera che espone “bozzetti, cartoni e studi preparatori dai primitivi fino a Modigliani. E spesso basta uno schizzo a esprimere l’essenza di una poetica”.

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