L’Adunanza popolare di Francesco Ciavaglioli. Kilow’Art, un ritratto collettivo a Sansepolcro

Un'intera cittadina coinvolta in un rito collettivo: disegnare tutti insieme, senza sosta, per ottenere il ritratto della comunità. È accaduto a Sansepolcro, grazie al progetto di un artista. Che ha documentato tutto con un video

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Il progetto si era conquistato un bel secondo posto, ottenendo il plauso della commissione e di 23 cittadini non addetti ai lavori. Con “Adunanza”, il 32enne Francesco Ciavaglioli restituiva in pieno lo spirito di Kilow’Art, sezione arti visive del Kilowatt Festival, andato in scena dal 18 al 25 luglio 2015 a Sansepolcro. Un’opera, come spiegato dal direttore artistico Luca Ricci, capace di mettere insieme, “coinvolgimento del contesto, partecipazione attiva degli abitanti del territorio, capacità di indagare l’identità di Sansepolcro, tra storia e attualità”.
“Adunanza” è infatti un ritratto collettivo della comunità locale. Lo spunto di partenza è un’opera dal forte valore simbolico per la storia del luogo: il Polittico di Piero della Francesca, conservato al Museo Civico di Sansepolcro, raffigura la Madonna della Misericordia nell’atto di accogliere i fedeli sotto il suo manto. Capovolgendo la prospettiva, Ciavaglioli fa della comunità un’entità attiva, non più una massa devota proiettata nello spazio sacro della Vergine, ma un soggetto che torna ad essere protagonista, rivolto verso il mondo e capace di auto rappresentarsi.

Francesco Ciavaglioli, Adunanza, 2015. Disegno preparatorio, grafite su carta trasparente

Francesco Ciavaglioli, Adunanza, 2015. Disegno preparatorio, grafite su carta trasparente

Tutto ruota intorno all’idea di partecipazione. In una prima fase i residenti hanno messo a disposizione centinaia di proprie fotografie, con cui l’artista ha realizzato un grande collage: 1,50 x 2,00 metri, per una superficie satura di volti. Quindi, durante i primi giorni di Kilowatt, gli stessi abitanti di Sansepolcro hanno ricalcato su un foglio traslucido la composizione, partecipando a un rito continuo e collettivo: la folla coesa di primi piani si è trasformata in un manufatto corale, un’icona profana, un luogo d’incontro e di rielaborazione. Il ritratto della comunità stessa, in cui si realizza la volontà di riappropriazione e di rappresentazione del noi, prima che dell’io. L’opera è rimasta in mostra, per tutta la durata del festival, a Palazzo delle Laudi, edificato nel XII secolo a fianco della Cattedrale, oggi sede del Comune.

Helga Marsala

www.kilowattfestival.it

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