Via da Expo! Installazioni lungo le chiuse sull’Adda

Chiuse, Paderno d’Adda – fino al 30 ottobre 2015. Siamo a poca distanza da Expo, ma il panorama è ben diverso. E ai padiglioni giganti e assolati si sostituiscono i navigli e l’Adda. Insieme a una dozzina di interventi artistici.

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Laura Cazzaniga, 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze, 2015

Laura Cazzaniga, 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze, 2015

A pochi passi da Expo, da quel fazzoletto di terra circondato da autostrade e tangenziali, rapidamente bonificato, prosciugato ed esposto al caldo cocente di una Lombardia afosa e affannata; a pochi passi da questa realtà caotica e per certi versi opprimente, è possibile raggiungerne un’altra, ristoratrice, fluida, innocente. Si tratta del Parco Adda Nord, uno dei luoghi più belli che si possano incontrare in terra lombarda. Non solo per la smagliante e spontanea presenza della natura, che circonda il passaggio del fiume Adda, le cui acque limpide portano con sé ancora l’impronta dei vicini ghiacciai, ma anche per la sottile eleganza dei navigli rinascimentali, disegnati dal genio leonardesco.
In questo paesaggio, fra Paderno d’Adda e Trezzo sull’Adda, all’interno dei navigli e in corrispondenza delle maestose quanto raffinate chiuse, è possibile imbattersi in una serie interventi artistici del Gruppo Koinè. Fra questi, merita una particolare attenzione l’installazione di Laura Cazzaniga dal titolo 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze.

Laura Cazzaniga, 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze, 2015

Laura Cazzaniga, 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze, 2015

Il titolo, tratto dal Trattato sulla Pittura di Leonardo da Vinci, non nasconde da un lato il senso di inadeguatezza dell’artista nel doversi confrontare con un artificio umano, i navigli, estremamente calibrato e imponente; mentre, dall’altro, fa riflettere sull’aspra contraddizione dell’architettura contemporanea.
Se infatti, nell’antichità, i progetti e l’edificazione di grandi opere seguivano talora un lento excursus di compenetrazione con l’ambiente circostante, oggi questo sensibile processo costruttivo è stato sostituito da un’ingorda quanto autistica volontà interventista, figlia dei nostri tempi, delle disarmonie contemporanee, delle sproporzionate circostanze in cui viviamo.
L’intervento di Laura Cazzaniga, essenziale e misurato, sembra voler ritrovare un’armonia con questa visione antica dell’architettura, rappresentata dalla grande chiusa in cui è inserito. Una serie di barre metalliche si alzano all’interno, cercando con essa un dialogo, una sorta di accordo e di proporzione. L’opera ci rende consapevoli, inoltre, di una dialettica complessa tra città e campagna, tra paesaggio e natura, ricordandoci quanto questo territorio lombardo sia ricco e diversificato.

Arianna Saroli

Paderno d’Adda // fino al 30 ottobre 2015
Gruppo Koinè – Le Chiuse
a cura di Angela Madesani
NAVIGLIO
[email protected]
www.gruppokoine.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46645/gruppo-koine-le-chiuse/

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