Horizon, poesia per un confine mobile. I mille panorami di Gianluca Scuderi

Quanti orizzonti abbiamo collezionato nelle nostre vite, nei viaggi, nei paesaggi contemplati, negli sguardi verso il mare? Un video artista ne colleziona centinaia e costruisce un unico confine in movimento, come una linea della memoria

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Quella lunga linea astratta che taglia in due lo sguardo. Il limite fittizio tra cielo e mare, la soglia di separazione o di ricongiungimento. L’infinita possibilità. E un’unica parete blu, con tutte le modulazioni delle ore e delle stagioni, che ingloba il campo visivo e lo satura.
Gianluca Scuderi (Palermo, 1979), motion designer e video artista, dedica all’idea di orizzonte un piccolo e ben riuscito lavoro video, concepito come un collage in movimento e un viaggio accelerato tra spazi, ricordi, vedute, scatti, cartoline quotidiane. Una carrellata di oltre 1500 fotografie panoramiche, lasciate fluire in velocità e cucite insieme dalle illustrazioni di Cristiano Pezzati, racconta un concetto d’orizzonte che abita tutte le vite possibili, tutti i punti d’osservazione: un solo confine mobile che sfuma e non finisce, per migliaia di occhi e di storie.

Gianluca Scuderi, Horizon, 2015

Gianluca Scuderi, Horizon, 2015

Horizon, prodotto da Mosaicoon e presentato da Farm Cultural Park, è un album di foto da sfogliare random, mentre un suono ipnotico scandisce il tempo e l’azzurro costante prende una pellicola nostalgica: scorrono spiagge, vallate, mulini a vento, scogliere, porticcioli, gite al faro, passeggiate, albe, tramonti, navigazioni… Lungo i due minuti e mezzo di montaggio la linea s’allarga e poi si chiude, come un sipario, lasciando che nel mezzo si accenda uno schermo di memorie rapide, di luoghi condivisi, di scene rubate e sguardi in avanti. Con quell’asse orizzontale che tiene insieme il mondo e si fa perno di tutte le cose.

Helga Marsala

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