Giuseppe Stampone in residenza in Sicilia. “Saluti da Capo d’Orlando”, un viaggio tra le emozioni e i ricordi di una comunità

Print pagePDF pageEmail page

Giuseppe Stampone, Il Mare Blu di Capo d’Orlando, 2015

Giuseppe Stampone, Il Mare Blu di Capo d’Orlando, 2015

Un’estate calda, quest’anno, per la provincia di Messina. Mentre a Ficarra si svolge la super residenza internazionale coordinata da Mauro Cappotto, a una manciata di chilometri di distanza, in quel di Capo d’Orlando, si inaugura il terzo capitolo del progetto “Laboratorio Orlando Contemporaneo” (LOC), curato da Marco Bazzini, di cui sono partner proprio i vicini comuni di Ficarra e Santo Stefano di Camastra. Un piccolo circuito virtuoso, che prova a coniugare internazionalità, dimensione locale, trasmissione dei saperi, approfondimento intellettuale, produzione di opere e occasioni di formazione.
Dopo il passaggio dell’artista franco algerino Mohammed Bourouissa e della nota ceramista Antonietta Mazzotti, è Giuseppe Stampone il nuovo ospite di LOC. Dal 13 al 23 luglio in residenza a Capo d’Orlando, l’artista ha lavorato sul territorio, stabilendo un contatto forte con il tessuto urbano; è qui che ha deciso di proseguire il progetto itinerante “Saluti da…” (Greeting from…),  nato a L’Aquila dopo il sisma del 2009 e condotto poi in altri luoghi nevralgici, da sottoporre all’attenzione del pubblico, dei media, delle Istituzioni: da New Orleans dopo l’uragano Katrina al Campo Rom di Castel Romano, fino a La Havana e Kochi, durante le due rispettive Biennali a cui lo stesso Stampone era invitato.

Giuseppe Stampone, Il Mare Blu di Capo d’Orlando, 2015

Giuseppe Stampone, Il Mare Blu di Capo d’Orlando, 2015

In Sicilia è nato dunque un altro step del percorso. Anche stavolta la comunità locale è al centro del lavoro di indagine, fra pratiche d’ascolto e di scrittura collettiva. Tramite interviste, indagini, incontri, ricordi, documenti privati, fotografie e filmati, l’artista stabilito un contatto autentico con la gente. Un modo per consentire al gruppo di assegnarsi dei confini nuovi, di definirsi e ritrovarsi daccapo, grazie al filtro differente dell’arte relazionale. Obiettivo? Attivare la modalità rewind e mettersi a viaggiare all’indietro, incontro alle proprie radici.
Indietro fino al 1995, data di inizio della rassegna “Vita e Paesaggio”, che in questo angolo di Sicilia portò artisti del calibro diAlfredo Pirri, Emilio Isgrò, Emilio Vedova, Cesare Petroiusti, Hidetoschi Nagasawa, Chiara Dynys, Ugo La Pietra, Superstudio, Alberto Garutti, Renata Boero, Marco Cingolani, tutti giunti in residenza per produrre e donare un’opera alla città. La collezione che ne è nata è un prezioso patrimonio culturale, mai valorizzato a sufficienza.
Stampone, con “Saluti da Capo d’Orlando”, ha scavato nel passato di tutti, ha raccolto esperienze e suggestioni, ha mixato immagini, oggetti, testi, aneddoti, pensieri, e con questo tesoro fra le mani ha costruito delle mappe interattive, ritratti plurali, scomposti e non convenzionali di una città, di un’isola, di una comunità, di una storia simbolica recente. “Il Mare Blu di Capo d’Orlando” è allora un mare di carta, colori, fogli, voci, vite, volti, parole chiave: un mare di memorie, come un ipertesto in progress, in cui accostare geografie emozionali e sentimenti territoriali, dal basso ed insieme.

– Helga Marsala

www.orlandocontemporaneo.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • M

    Grande