Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune

Come si fa a studiare in una biblioteca che resta aperta 16 ore alla settimana, per di più concentrate in due soli giorni? È la situazione degli studenti d’arte a Torino. Sintomo di una miopia che continua ad affliggere il nostro Paese. Qui spiegano le loro ragioni.

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Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune - tavola rotonda presieduta al centro dal professor Maurizio Vivarelli - photo georgettepavanati.com

Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune – tavola rotonda presieduta al centro dal professor Maurizio Vivarelli – photo georgettepavanati.com

SERRANDE CHIUSE
Lo scorso 8 giugno si è tenuta la giornata di studi Biblioteche d’Arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune, nata per essere il versante più propositivo della mobilitazione avviata dagli studenti di Storia dell’Arte di Torino contro la drastica riduzione di orario della Biblioteca della Fondazione Torino Musei, che dal 10 aprile fino al 30 giugno scorso è stata accessibile solamente 11 ore settimanali (venerdì dalle 10 alle 17, sabato dalle 10 alle 14), contro le 35 del precedente orario e le 42 prescritte dal suo regolamento (da lunedì a sabato dalle 10 alle 17). Dal mese di luglio l’orario d’apertura è stato modificato ulteriormente (martedì e giovedì dalle 10 alle 18), giungendo a un totale di 16 ore settimanali.
Questi forti tagli non sono stati annunciati dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei se non quando la stampa li ha denunciati, poco prima della loro attuazione: un modo di agire apertamente in contraddizione con la natura stessa della Fondazione, che gestisce un patrimonio civico e quindi pubblico ed è necessariamente tenuta a rispondere alla cittadinanza sulla sua opera di amministrazione.

LA POSIZIONE DI PATRIZIA ASPRONI
In segno di protesta, il 3 aprile scorso abbiamo quindi deciso simbolicamente di auto-prolungare l’orario di apertura della biblioteca di tre ore, per richiedere il ripristino dell’orario e le dovute spiegazioni in merito. Nonostante la Presidente della Fondazione Patrizia Asproni abbia poi dichiarato su La Repubblica del 12 aprile che l’intento era quello di “ridurre l’orario per migliorare il servizio”, rimangono ancora indefinite le tempistiche, le modalità e le finalità di questa paventata “ottimizzazione”.
La mancanza di risposte chiare alle nostre domande ci ha spinto a richiedere formalmente a Luca Cassiani, Presidente della V Commissione Consiliare Permanente Cultura, un’audizione pubblica per portare il problema sul tavolo della politica del Comune, tenutasi il 29 maggio. Anche in questa sede non sono pervenute le spiegazioni richieste e dovute in merito allo stato della biblioteca e dei suoi depositi, alle ragioni della riduzione d’orario e infine alla pianificazione delle sue linee di sviluppo future.

Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune - Massimo Bray, Fulvio Cervini e Alessandra Mottola Molfino - photo georgettepavanati.com

Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune – Massimo Bray, Fulvio Cervini e Alessandra Mottola Molfino – photo georgettepavanati.com

UN CONVEGNO PROPOSITIVO
La giornata di studi Biblioteche d’arte ha voluto andare oltre la complicata contingenza dei fatti, per non essere critica ma propositiva. Abbiamo desiderato allargare lo sguardo alle biblioteche d’arte e a quelle generaliste con fondi storico-artistici di Torino, ragionando su identità, criticità e punti di forza, considerandole sia come laboratori in cui portare avanti la ricerca, sia come patrimonio comune da valorizzare e rendere accessibile. Temi tanto più attuali dal momento che ad aggravare la situazione vi è la chiusura precauzionale (causa amianto) di Palazzo Nuovo e delle sue biblioteche, tra cui la Biblioteca d’Arte, Musica e Spettacolo (DAMS).
L’organizzazione del convegno è stata articolata in due sessioni. La prima, moderata da Fulvio Cervini (Università degli Studi di Firenze), si è incentrata sulle connessioni tra musei, biblioteche e archivi, sul diritto allo studio, sui beni comuni e patrimonio, sull’applicazione di culture e tecnologie digitali, sul valore civico della ricerca e suo ruolo nella società. Sono intervenuti Massimo Bray (Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani), Alessandra Mottola Molfino (ICOM Italia), Jan Simane (Kunsthistorisches Institut in Florenz), Francesca Tancini (Fondazione Federico Zeri di Bologna) e Donata Levi (Patrimoniosos.it).
Nella sessione pomeridiana è stata promossa una tavola rotonda, moderata da Maurizio Vivarelli (Università degli studi di Torino) e focalizzata interamente su Torino, che ha visto partecipare i direttori e i rappresentanti delle biblioteche d’arte della città, al fine di condividere i dati relativi alle condizioni delle istituzioni che guidano, alle loro problematiche e alle linee di sviluppo per il futuro. Le biblioteche, nel loro insieme, hanno mostrato una situazione di malessere causata delle scarse risorse finanziarie disponibili, con il conseguente azzeramento del bilancio necessario per le acquisizioni e per il rinnovo degli abbonamenti ai periodici e della ridotta disponibilità di risorse umane, con un turn over sostanzialmente bloccato. Emerge inoltre che è venuta a mancare la comunicazione e la cooperazione tra questi centri che conservano un patrimonio e criticità affini.

Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune - Donata Levi, Francesca Tancini, Fulvio Cervini e Jan Simane - photo georgettepavanati.com

Biblioteche d’arte. Laboratorio, patrimonio e bene comune – Donata Levi, Francesca Tancini, Fulvio Cervini e Jan Simane – photo georgettepavanati.com

IL PROBLEMA RESTA APERTO
L’8 giugno è stata una giornata importante: quello che era l’intento della sessione pomeridiana, avviare un primo confronto tra i responsabili dei patrimoni librari storico-artistici torinesi e dar vita a un tavolo di lavoro condiviso, è stato accolto positivamente e stiamo quindi lavorando a una nuova convocazione dei rappresentanti delle biblioteche.
Nonostante le tematiche affrontate durante il convegno siano andate oltre la riduzione dell’orario della biblioteca della Fondazione Torino Musei, questo rimane chiaramente un problema da sanare: continuiamo a chiedere con forza che vengano ripristinate le 42 ore d’apertura settimanali perché la promozione di eventi (L’artista impaginato – The Garden Library) di per sé non rende vivo un centro di ricerca che in effetti è chiuso per la maggior parte della settimana.
Speriamo di essere stati all’altezza di quanto affermavamo all’inizio della nostra mobilitazione: Siamo gli studenti sui quali questa città deve puntare.

Gli studenti di Storia dell’Arte dell’Università di Torino

Questa mobilitazione è stata allargata ai docenti e agli studenti di Storia dell’Arte dell’Università di Torino. I redattori dell’articolo sono Danilo Cardone, Maria Luisa Nanni e Marco Testa.

Per seguire la mobilitazione rimandiamo al blog: www.studentiarteto.com

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