Ancora uno spazio per il contemporaneo a Cracovia. È la project room del Manggha Museum, che si inaugura con la superstar Yang Fudong

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La Europe–Far East Gallery del Museum Manggha

La Europe–Far East Gallery del Museum Manggha

Il virus japoniste non sembra volersi arrestare a Cracovia. Dopo il Centrum Kongresowe e il museo di Kantor, che sta ospitando una personale di Christian Boltanski, il lungofiume cracoviano può sfoggiare adesso l’ennesimo edificio nuovo. Nessun restyling per il Museo Manggha dell’arte e della tecnologia giapponese, dal caratteristico tetto ondulato in omaggio alla stampa La grande onda di Kanagawa di Hokusai. Voluto e finanziato dal cineasta Andrzej Wajda e dalla East Japan Railway Workers’ Union, il museo intitolato a Feliks “Manggha” Jasieński, leggendario collezionista polacco di arte orientale del secolo scorso, aveva aperto i battenti nel 1994.
Lo spazio progettato da Arata Isozaki si arricchisce ora di una project room realizzata da Ingarden & Ewy Architects che si inserisce discretamente nel paesaggio fluviale, in piena sintonia con la casa madre. I due piani – ciascuno da 260 metri quadri – del nuovo contenitore architettonico chiamato Europe-Far East Gallery, contengono la promessa di dare maggiore visibilità anche ad artisti di altri paesi asiatici. Si comincia con un’installazione video su tre schermi intimamente romantica del cinese Yang Fudong: in autunno invece sarà la volta delle installazioni dell’indonesiano Heri Dono e poi del coreano Do-ho Suh.

Giuseppe Sedia

manggha.pl/en/

 

 

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