Anche l’arte sta con la Grecia che dice no all’Eurogruppo. La piattaforma e-flux sostiene la campagna di crowdfunding per saldare il debito ellenico

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La bandiera della Grecia

La bandiera della Grecia

La Grecia si fa sentire con un sonoro no alle pesanti misure proposte da Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, in cambio di nuovi finanziamenti per salvare il Paese dal fallimento. Un no che al referendum indetto dal premier greco Alexis Tsipras ha assunto proporzioni da plebiscito, attestandosi oltre il 61% della scelta dei votanti. E mentre la Grecia della democrazia alza la testa e chiede di rivedere le trattative, l’Europa della solidarietà  – ebbene sì, esiste – fa la sua parte, contribuendo alla campagna online di crowdfunding, lanciata qualche giorno fa da un ventinovenne londinese, sulla piattaforma Indiegogo.
L’obiettivo? Raggiungere gli 1,6 miliardi di euro che la Grecia deve all’Europa, con quote minime di 3 euro, equivalenti al costo di un’insalata greca di feta e olive. Il mondo dell’arte non resta a guardare e il sito e network internazionale e-flux  rende noto di aver contribuito al fondo di salvataggio della Grecia e incoraggia gli operatori dell’arte a partecipare con urgenza all’iniziativa. Un gesto di generosità e solidarietà che è soprattutto una presa di posizione politica contro le favole xenofobiche e razziste diffuse dai poteri dominanti per giustificare le loro azioni. “Non è una questione di soldi”, affermano da e-flux, a proposito dell’iniziativa Greek Bailout Fund,riguarda l’inquadrare il dibattito” e prendere coscienza di quanto sta accadendo. “Ancora una volta il fascismo emerge come risposta politica del capitalismo alle sfide della crisi economica: nel dubbio, si getta via la democrazia per proteggere la proprietà”.

Marta Pettinau

La campagna di crowdfunding pro Grecia

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