Alberto Ghinzani e la linea esistenziale della scultura. Una mostra tributo a Castello d’Agogna

Un maestro della scultura contemporanea, scomparso tre mesi fa. Una mostra in suo onore, nella sua terra d'origine. Trenta opere in un antico castello, fra i giardini e le corti interne. Alberto Ghinzani, nella Valle Lomellina

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Alberto Ghinzani, scultore intenso e rigoroso, che sempre perseguì una ricerca di taglio esistenziale e dal respiro poetico, si è spento nell’aprile del 2015, all’età di 76 anni. Un mese prima aveva inaugurato un’importante personale a Bellinzona – curata da Elena Pontiggia – in una terra, la Svizzera, che lo aveva particolarmente amato. L’ultima di una lunga serie di mostre, con cui aveva costruito una carriera solida, affiancata da quella di insegnante all’Accademia di Brera. Oggi, a tre mesi dalla sua scomparsa, una nuova retrospettiva ne celebra il talento: un omaggio a un protagonista dimesso, colto e brillante della scultura contemporanea.

Alberto Ghinzani in mostra al Castello Isimbardi

Alberto Ghinzani in mostra al Castello Isimbardi

E non poteva che essere la sua terra d’origine a dedicargli questo ampio tributo. Siamo infatti nella Valle Lomellina, a Castello d’Agogna, luogo in cui Ghinzani nacque e trascorse la sua vita. La sede è quella del trecentesco Castello Isimbardi, dove grazie alla Fondazione Vera Coghi la mostra ha trovato un’ideale cornice. Curata da Chiara Gatti, “Open Air” distilla attraverso i luminosi giardini all’italiana, le corti e gli spazi interni trenta opere dell’artista, di cui otto installate all’aperto. Un dialogo importante, quello tra il paesaggio e le sculture in bronzo e in ferro: corpi monumentali e insieme fragili, potenti eppure instabili, porosi, massicci, fluidi, come sul punto di consumarsi, di trasfigurare. Di farsi esse stesse natura. Si tratta, come spiega Gatti, di “una sorta di connubio quasi osmotico fra quella che è la materia, i materiali dello scultore contemporaneo, con quelli che sono gli umori della vegetazione”.

Alberto Ghinzani

Alberto Ghinzani

L’amore per l’astrazione – che nel suo viaggio tra gestualità e spiritualità ha il tono di una preghiera, di un’interrogazione filosofica, di una tensione lirica o di un’idea ancestrale – è un amore mai tradito, declinato attraverso materiali pesanti, ma anche attraverso resine, carte, grafite. Esperimenti col senso della leggerezza e del disfacimento delle cose. E con l’idea che tutto questo possa, nell’arte, tramutarsi in linguaggio. Lasciando che la scultura esista nel suo costante esercizio di sospensione e formalizzazione del tempo. “Del resto la Lomellina è, anche lei, una terra “astratta”, composta soprattutto di spazio e distese d’erba, di acque e cielo”, scriveva Pontiggia a proposito di Ghinzani. “È una terra in cui le orizzontali dei campi pianeggianti, appena segnati da dossi e marcite, si incrociano con le verticali degli alberi. […] Il paesaggio è un punto di partenza, non di arrivo. E la visione di alberi, voli, orizzonti si tramuta nella meditazione sulle possibilità della linea“.

Helga Marsala

Alberto Ghinzani, Open Air
fino al 31 ottobre 2015
Castello Isimbardi

Fondazione Vera Coghi – Castello d’Agogna (PV)
www.fondazioneveracoghi.com

 

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