Alberto Burri. Cento di questi anni

Cent’anni fa nasceva Alberto Burri. Un grande artista che, insieme a Lucio Fontana e Piero Manzoni, ha contribuito a creare la fortuna dell’arte italiana del Dopoguerra nel mercato internazionale.

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Alberto Burri, Ferro SP, 1961 – GNAM, Roma – photo Antonio Idini – courtesy Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Alberto Burri, Ferro SP, 1961 – GNAM, Roma – photo Antonio Idini – courtesy Ministero per i Beni e le Attività Culturali

UN CENTENARIO INIZIATO NEL 2014
Il 2015 rappresenta l’anno della celebrazione del centenario della nascita di Alberto Burri – avvenuta il 12 marzo 1915 a Città di Castello – attraverso una serie di iniziative nazionali e internazionali volte a ricordare il suo ruolo all’interno dell’arte del XX secolo.
Un anniversario anticipato da eccezionali risultati e prezzi da record nelle aste sin da febbraio 2014 a Londra, come quelli per due opere della sua celebrata serie Combustioni. Combustione Plastica del 1960-61 ha segnato il nuovo record personale con la cifra di 4,6 milioni di sterline, mentre il giorno seguente Rosso Plastica del 1963 è stato venduto a 3,6 milioni. Il precedente record risaliva al 2011, per un’opera della stessa serie (Combustione Legno del 1957), battuta a 3,1 milioni.
Burri è infatti tra i protagonisti di un mercato molto richiesto a livello internazionale, decentrato su Londra per le vendite all’incanto ma che continua a far riferimento al nostro Paese come principale bacino di raccolta dei lavori più importanti.

Gibellina, il Cretto di Alberto Burri

Gibellina, il Cretto di Alberto Burri

ALBERTO BURRI IN ASTA
Il mercato di Alberto Burri nel 2014 ha registrato un fatturato di 16,9 milioni di euro – contro i 12,4 milioni dell’anno precedente –, l’86% del quale è stato totalizzato a Londra, sebbene a parità con l’Italia per il numero di opere vedute (dati Artprice). Prendendo in considerazione il periodo dal 2000 a oggi, in Italia sono state vendute 372 opere contro 174 in Regno Unito. Ma a un maggior numero di transazioni non corrisponde però una tendenza simile in merito al fatturato: Londra infatti raggiunge ben 52 milioni di euro con le vendite in asta, mentre l’Italia si ferma a 21 milioni. Nello stesso periodo, negli Stati Uniti si verificano vendite per un valore di 1,8 milioni di euro, dimostrando dunque uno scarso interesse verso l’artista.
In generale, il numero dei lotti venduti e il fatturato di Burri hanno subito una lenta ma costante crescita fino al 2007, seguita da una contrazione soprattutto nel 2010, a cui però non ha corrisposto un aumento di lotti invenduti. Ciò significa che, in periodo di piena crisi globale, si è cercato di proteggere il mercato dell’artista per evitare un abbassamento delle quotazioni. Nel 2010, sei lotti venduti nel Regno Unito hanno totalizzato 2,3 milioni di euro, contro 24 opere in Italia per un totale di 1 milione. Da questo momento in poi si rende ancora più evidente l’evoluzione della geografia del mercato di Burri, che trova la sua fortuna nella principale piazza europea, fino ad arrivare a oltre 14 milioni nel 2014. Nell’ultimo triennio, infatti, Londra rappresenta per la prima volta oltre la metà delle transazioni e la quota di mercato dell’Italia crolla al 40%.

Alberto Burri, Rosso Plastica, 1963

Alberto Burri, Rosso Plastica, 1963

LA GRANDE MOSTRA AL GUGGENHEIM DI NEW YORK
Tra gli eventi principali organizzati per il centenario, la grandiosa retrospettiva al Guggenheim Museum di New York (dal 9 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016), che mira a far conoscere al pubblico americano le serie di opere meno popolari oltreoceano, come Muffe, Cretti, Cellotex, Bianchi, Legni e Ferri.
Curata da Emily Braun, The Trauma of Painting raccoglie un centinaio di opere provenienti da collezioni private e pubbliche, nonché dalla Fondazione di Città di Castello, per creare un percorso volto a mostrare la complessità e la varietà nell’utilizzo dei materiali da parte dell’artista che influenzò profondamente non solo l’Arte Povera, ma anche l’Espressionismo Astratto americano e l’Informale europeo.
Proprio nella patria di Rauschenberg si cercherà di far emergere l’importanza che Burri ebbe sull’artista americano, il quale creò i primi Combine Paintings solo dopo aver visitato lo studio dell’artista italiano in via Aurora a Roma. Nel 2013, già all’annuncio, la retrospettiva aveva contribuito a far registrare quotazioni record per l’artista, tra cui un importante risultato per l’opera Sacco del 1952, venduta a 2,9 milioni di euro.

Aurelio Amendola, Alberto Burri, Città di Castello 1976

Aurelio Amendola, Alberto Burri, Città di Castello 1976

LE INIZIATIVE IN ITALIA
Non mancano importati iniziative in territorio nazionale, con epicentro nella Fondazione situata a Città di Castello, che propone mostre, convegni, attività didattiche, aperture straordinarie fino alla primavera del 2016. L’anno di Burri è stato già avviato nell’autunno scorso con la suggestiva mostra nel Museo Civico di Sansepolcro, in cui sono state affiancate quattro opere dell’artista con capolavori di Piero della Francesca, per la cura di Bruno Corà. Vicina a Città di Castello, il giovane Alberto Burri si recava spesso a Sansepolcro, dove studiava le opere di Piero, da cui trasse l’equilibrio perfetto delle sue composizioni.
Tra gli interventi più importanti, il restauro e il completamento del Cretto di Gibellina, la grande opera realizzata tra il 1984 e il 1989 che, come un immenso sudario, avvolge le rovine del terremoto del 1968 che distrusse la cittadina siciliana. I progetti percorrono da sud a nord la Penisola. A Milano la ricostruzione del Teatro Continuo, la piattaforma scenica progettata per il Parco Sempione e demolita nel 1989. In corso la lavorazione di un film a lui dedicato, aperto da una scena ambientata nel campo di prigionia texano di Hereford nel 1943, momento in cui Burri decise di abbandonare la medicina per dedicarsi all’arte.
Infine, la nuova edizione del Catalogo Generale in sei volumi (Petruzzi Editore), a cui la Fondazione sta lavorando da anni, che documenta il suo percorso dal 1945 al 1995, comprendendo per la prima volta anche scultura e grafica, scenografia e architettura.

Martina Gambillara

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #24

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  • Massimo Susini

    auguri a un grande maestro dell’arte….purtroppo poco conosciuto nella sua patria.

  • La sua opera può essere tradotta benissimo come la “Grande Opera”. Colui che ha creato dall’interno della materia e che dal suo interno si è generato inevitabilmente un corto circuito con la realtà esterna. Attraverso le combustioni, i cretti, gli strappi, le lacerazioni ha innescato e attivato un percorso dinamico e generativo all’interno di essa come un procedimento alchemico, con quei caratteri peculiari che appartengono solo ad essa innalzandola a nuova dignità ad un nuovo codice estetico : I colori e le forme nell’opera di Burri sono i colori e le forme prodotti dalla materia, dalla natura ma non naturalistici, ossia non dai mezzi con cui la pittura riproduce e imita quelli della natura.
    La sua pittura, perchè la sua è pittura, ha prodotto un brusco cambiamento di rotta rispetto al passato e ancora oggi non è stata del tutto compresa, o almeno non lo è stata nella sua più appropriata dimensione, e nella sua irruenza comunicativa.