Roberto Falcone, primo sindaco grillino del Piemonte. Programmi? Lotta dura contro la Tav e nuova linfa per la Reggia di Venaria

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La Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale

Era naturale che accadesse. Il Movimento Cinque Stelle, con la sua vocazione populista, indipendente e contestataria, inizia a cambiare pelle. Da movimento a partito (hai voglia a dire “io non sò un politico”, per citare la cittadina Taverna), con una struttura più autonoma rispetto ai due invasivi leader, un lento radicamento nei territori e una classe dirigente che nasce, cresce e qualche volta vince. Prendendosi  l’onere e l’onore di tramutare la protesta in governo.
Cinque ballottaggi su cinque conquistati all’ultima tornata elettorale, ma su un totale di138 comuni: un piccolo risultato – ancora legato al sentimento diffuso dell’antipolitica e alla presenza di facce nuove e giovani – ma pur sempre un segnale.
Tra le vittorie c’è anche quella di Venaria Reale, comune dell’area metropolitana di Torino, da oggi sotto la guida di Roberto Falcone, primo sindaco grillino del Piemonte. Sfide importanti e primi banchi di prova, per dimostrare quanto e come la nuova generazione di politici a cinque stelle sia capace di amministrare, nel segno delle tanto invocate onestà, efficienza e trasparenza.

Roberto Falcone, sindaco di Venaria Reale

Roberto Falcone, sindaco di Venaria Reale

IL SINDACO GRILLINO E L’ALTA VELOCITÀ: NO TAV, SENZA SE E SENZA MA
Programmi? Falcone li annuncia a Repubblica, con una breve intervista, saccheggiando qui e là il tipico copione del neoeletto: più trasporti pubblici, evitare la chiusura di un ospedale, facilitare l’apertura delle attività commerciali. Ma i punti forti sono due, stando agli annunci del day after: la posizione sulla Tav e la gestione della Reggia di Venaria, gioiello museale amministrato dallo Stato e tutelato dall’Unesco.
Intanto cominceremo anche dal Comune a dire un no forte e chiaro alle grandi opere inutili”, spiega Falcone a Repubblica. “Un metro di Tav costa 650.000 euro, e non abbiamo nessuna prova che si tratti di un’opera necessaria. Preferiamo non spendere quei soldi, far viaggiare le merci un po’ più lentamente e intanto dare ai venariesi  autobus e treni che li portino rapidamente al lavoro“. E si tratta, in questo caso, del primo grillino che entra nell’Osservatorio sull’alta velocità Torino-Lione. Intenzioni? Controllare, indagare, verificare spese sostenute e bilanci, e poi… mollare. Perché il convincimento del M5S sulla spinosa questione Tav non cambia e si traduce in una pratica del dissenso: “Bisogna respingere l’opera, come molte altre in Italia. Non è detto che stare nell’Osservatorio abbia un senso“.

Bandiere No Tav

Bandiere No Tav

LA REGGIA DI VENARIA, UN GIOIELLO DA POTENZIARE?
Quanto alla Reggia e alla necessità di potenziare visitatori e flussi turistici, il coinvolgimento dell’amministrazione locale nella gestione del bene viene difeso e salutato con soddisfazione: “Agli inizi non avevano fatto neppure un posto nel cda per l’amministrazione locale, e mi sembra che questo la dica lunga sul modo di gestire un bene comune. Adesso un posto c’è, e noi intendiamo occuparlo e farci sentire“. Nient’altro? Ad oggi no. Buone intenzioni, immancabile vis polemica e nessuna strategia o proposta concreta. Ma è presto: l’ubriacatura della vittoria è ancora fresca, con tutti i timori, gli entusiasmi e le incertezze del caso. La stagione dei fatti inizia adesso.
Tra i monumenti più visitati d’Italia, quinta per affluenza con 700 mila ingressi l’anno, seguitissima sui social, conosciuta dal 36% degli italiani, l’ex dimora sabauda negli ultimi sette anni ha accresciuto la sua popolarità del 13%, collocandosi insieme al Museo Egizio nella top cento dei luoghi più visitati al mondo. Dunque, dove sarebbero le falle? E quali i margini d’intervento per una struttura di compteneza statale? Davvero la giunta grillina – col suo posticino nel Cda – riuscirà a migliorare ulteriormente numeri, offerta culturale, notorietà o magari – più semplicemente – i collegamenti con Torino e le località vicine?

– Helga Marsala

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