Quei vizietti della (ex) direttrice dell’IVAM di Valencia. Spese folli, una mostra per suo figlio, e numeri dei visitatori annui gonfiati: 85mila reali, oltre un milione dichiarati

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L'IVAM di Valencia

L’IVAM di Valencia

La vera domanda è: come è stato possibile che nessuno si sia accorto prima? È mai possibile che un direttore di museo dichiari di avere oltre un milione e 100mila visitatori all’anno, mentre poi si scopre che il dato reale è di 85mila? Ovvero 14 volte di meno? Eppure questo è successo in Spagna, protagonista l’Institut Valencià de Art Moderna, meglio noto come IVAM. Protagonista reale, anzi, Consuelo Ciscar, che il museo della terza città della Spagna l’ha diretto per oltre 10 anni, prima delle “dimissioni” dello scorsso anno.
Ma dall’indagine interna sono emerse diverse altre incongruenze, che disegnano un operato alquanto “allegro” da parte della Ciscar: la quale, oltre a esporre le opere di suo figlio, lo scultore Rablaci, ha avuto modo di organizzare anche una personale del suo parrucchiere, Tono Sanmartin. Conti fuori misura anche sul fronte acquisizioni: da controlli effettuati, alcune opere sarebbero state pagate anche il 1500% del malore di mercato. Un esempio? Un lavoro dell’artista portoghese Julio Cuaresma, pagato 32mila euro a fronte di un valore di soli € 2mila.

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