Sky Arte Updates: Visita esclusiva alla Cappella Scrovegni, candidata a diventare il secondo Patrimonio UNESCO di Padova

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Cappella degli Scrovegni - gli affreschi di Giotto

Cappella degli Scrovegni – gli affreschi di Giotto

PADOVA E I SITI UNESCO
Già nel 1997, la città di Padova ha visto riconosciuto dall’UNESCO il valore per l’umanità del proprio Orto Botanico che, fondato nel 1545 e tuttora utilizzato per la ricerca universitaria e la conservazione delle specie vegetali, ha costituito il primo “precedente storico” di un nuovo genere architettonico-urbanistico dove scienza e natura potessero incontrarsi.
Meno di dieci anni dopo, per la precisione nel 2006, il Ministero per i Beni Culturali italiani ha sottoposto all’ente delle Nazioni Unite un’altra candidatura per un sito padovano, non meno rilevante per la storia e in particolare per quella dell’arte occidentale. È alla Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto a Padova, che Sky Arte HD dedica la nuova puntata di Sette Meraviglie, trasmessa in prima visione martedì 23 giugno alle 21:10.

GIOTTO E I COMMITTENTI PADOVANI
Dopo aver lavorato ad Assisi e Rimini per le rispettive comunità di francescani, Giotto giunse a Padova agli inizi del Trecento chiamato dai frati minori conventuali, per dipingere all’interno della Basilica di Sant’Antonio. Riceverà nel mentre un’altra commissione sempre a tema religioso, da parte però del ricchissimo banchiere Enrico Scrovegni: sua è la cappella omonima che il pittore fiorentino affrescherà completamente, con un ciclo di dipinti e decorazioni assolutamente unitario che fanno dell’oratorio un’unica, monumentale opera.

Giotto, La resurrezione di Lazzaro, 1303-05 ca. - Cappella degli Scrovegni, Padova

Giotto, La resurrezione di Lazzaro, 1303-05 ca. – Cappella degli Scrovegni, Padova

LA RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO
Oltre all’indiscussa qualità di ciascuna raffigurazione, così potentemente orientata verso una rappresentazione naturalistica di espressioni e posture, corpi e profondità spaziali, a rendere la Cappella degli Scrovegni così rilevante è la maestria con cui Giotto riesce – per la prima volta nella storia medievale – a fondere lo spazio architettonico reale e quello della rappresentazione: a dividere le scene, il pittore disegna fasce ornamentali che imitano apparenza e concretezza delle decorazioni murarie dell’epoca, come nessun artista aveva più fatto dalla crisi dell’arte pittorica greco-romana.
Oltre qualsiasi tradizione, infine, è il Giudizio Universale: dipinto intorno al 1306 a conclusione dell’intero ciclo di affreschi, Giotto orchestra una moltitudine di figure, senza ricorrere ad alcuno stratagemma per ripartire lo spazio della controfacciata. Di questa arditissima soluzione, capace – seppure intuitivamente – di misurare anche gli spazi vuoti, si ricorderà tutto il Rinascimento italiano, fino all’esempio universalmente noto dello stesso Giudizio, affrescato da Michelangelo nella Cappella Sistina a Roma.

 

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  • andrea bruciati

    mi stupisce che non lo sia già

  • Avrebbe certamente più senso candidare come patrimonio UNESCO tutto il complesso degli Eremitani e non solo la cappella degli Scrovegni di cui fa parte, poi non si capisce questo ritardo rispetto ad altri siti che appartengono già al patrimonio mondiale dell’umanità senza avere quei caratteri di assoluta importanza e specificità artistica che invece ha la cappella degli Scrovegni.