Ovidio Jacorossi, collezionista e imprenditore. Con Teatri di Guerra parte un ciclo di mostre presso la inARS Art Gallery di Roma

Print pagePDF pageEmail page

Giulio D’Anna, Volo sull’Etna, 1930 - Olio su tela, cm 45x47 - Courtesy Collezione Jacorossi

Giulio D’Anna, Volo sull’Etna, 1930 – Olio su tela, cm 45×47 – Courtesy Collezione Jacorossi

Ho deciso di aprire al pubblico la Collezione perché il sogno della mia vita è sempre stato quello di rendere democratica e popolare l’arte contemporanea, ritenuta invece elitaria nell’immaginario collettivo”. La piccola utopia dell’imprenditore e collezionista romano Ovidio Jacorossi si realizza oggi, facendo della sua passione per l’arte una strategia culturale, un canale di valorizzazione e di sensibilizzazione il più trasversale possibile. È così che Jacorossi sceglie di condividere col pubblico la sua collezione – a cui accostare di volta in volta anche opere esterne – inaugurando la  inARS Art Gallery negli spazi della libreria Arion Montecitorio, a Roma.
Lo strumento è quello tradizionale delle mostre. Appuntamenti espositivi per raccontare la propria storia d’amore con l’arte, le immagini scoperte e desiderate, le storie custodite e quelle scritte, mettendo in fila tele, installazioni, fotografie: dalle opere del primo Novecento a quelle di artisti del presente, in un excursus ampio a cui mancava, per completarsi davvero, il confronto con gli sguardi degli altri, oltre lo spazio intimo di una collezione privata: “Personalmente sono partito dall’assunto che un’opera concettuale non nasca con l’obiettivo di dare un messaggio preciso, ma desideri provocare nel fruitore una reazione interpretativa, quasi che l’opera per vivere non possa fare a meno di questa interpretazione. È evidente allora che chiunque ha la possibilità di “partecipare all’opera” e quindi di entrare a far parte del sistema dell’arte contemporanea”.

Ovidio Jacorossi, 2015 photo Antonio Virzi

Ovidio Jacorossi, 2015 photo Antonio Virzi

Collezionista colto, interessato al senso ed alla storia, prima che al valore commerciale, Jacorossi ha messo anche al servizio di una missione imprenditoriale la sua idea dell’arte: con alcune aziende del gruppo industriale che porta il suo nome, fin dal 1980 ha operato nel campo della ristrutturazione e della gestione dei servizi tecnologici per vari edifici culturali, tra cui il Palazzo delle Esposizioni a Roma, Palazzo Ducale a Genova e il museo Guggenheim di Venezia. E oggi, finalmente, è il suo spazio a vedere la luce.
InARS Art Gallery ospiterà una serie di mostre, oltre ad incontri con scrittori, artisti, critici e giornalisti, partendo il prossimo 30 giugno con “Teatri di Guerra”: progetto a tema bellico, in cui  quadri, sculture, ceramiche, foto e oggetti d’epoca restituiscono la voce più tragica Novecento, quella connessa ai timori, gli orrori e le dinamiche del conflitto. Colonialismi, nazionalismi, indipendentismi, guerre mondiali e stragi epocali, tattiche, trincee, eserciti e reportage dal fronte, mutamenti sociali, ansie esistenziali, terremoti culturali: la guerra, come orizzonte plumbeo del secolo breve. Tra gli artisti presenti: Amerigo Bartoli Natinguerra, Floriano Bodini, Giovanni Costantini, Bruno Croatto, Duilio Cambellotti, Giulio D’Anna, Gerardo Dottori, Gino Severini, H.H. Lim, Arturo Martini, Gian Marco Montesano, Giulio Turcato. Visitabile fino al 3 ottobre 2015.

 – Helga Marsala

inARS Art Gallery
Piazza Montecitorio 59, Roma
www.inars.it/artgallery

 

 

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community