Sintassi e utopia. Al Museo Andersen di Roma

Museo Hendrik Christian Andersen, Roma – fino all'11 ottobre 2015. Tre artisti lavorano sul concetto di codice, in una mostra impaginata da Francesca Gallo. E su tutto aleggia l’utopia di Hendrik Christian Andersen.

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claudioadami, Pagine di nero, 2014 - photo Srdja Mirkovic

claudioadami, Pagine di nero, 2014 – photo Srdja Mirkovic

IL CODICE COME FIL ROUGE
Una mostra decisamente interessante e insolitamente coraggiosa quella che si è aperta da poco al Museo Andersen di Roma, intitolata Sintattica e curata da Francesca Gallo. Vi si configurano infatti le possibilità di convergenza tra artisti diversi e dall’identità ben definita su un tema comune, individuato nelle articolazioni relative ai possibili rapporti tra codici verbali e codici visivi.
Come scrive Francesca Gallo: “Due pittori e un artista impegnato nella continua commistione di mezzi espressivi trovano nel funzionamento del linguaggio verbale un modello esplicativo del proprio metodo di lavoro e del rapporto che intrattengono con forme e materiali del proprio universo semantico […] Tutti e tre, infatti, operano in maniera metodica: si lasciano affascinare da un codice e, dopo averlo decostruito, ne usano i singoli elementi secondo nuove regole, autonome e variabili al contempo”.

STUCCHI E VARIAZIONI MINIMALI
Per Claudio Adami significa insistere sulla trascrizione manuale di testi di Beckett, riducendoli a un continuum di segnalazioni grafiche che invadono lo spazio e alludono a una temporalità frammentata e ininterrotta. Per Luigi Battisti significa espandere la serialità di minimi segni cromatici come matrice di infinite e infinitesimali variazioni. Per Pasquale Polidori si tratta dell’immersione in un universo concettuale in cui i movimenti acrobatici di un corpo dialogano con la poesia, tra immagine e suono, gli agnelli parlano di filosofia, le frasi si incidono sul vetro mutando di senso e visibilità.
L’adesione così differenziata al tema della sintassi assume anche altre connotazioni semantiche, ben percepibili dall’osservatore che giri tra le stanza del villino Helene. Infatti le varie installazioni site specific di Adami, Battisti e Polidori  ricevono una particolare risonanza dal fatto di essere disposte negli ambienti della casa-atelier di uno scultore della prima metà del Novecento – Hendrik Christian Andersen – tra stucchi e decorazioni di gusto floreale al piano superiore (dove si sviluppa la maggior parte dell’esposizione) e i grandi spazi del laboratorio popolato da una moltitudine di statue monumentali e allegorie (dove sono stati posti dagli artisti pochi ma significativi segnali).

Luigi Battisti, Regola, 2015 – photo Srdja Mirkovic

Luigi Battisti, Regola, 2015 – photo Srdja Mirkovic

UTOPIE VECCHIE E NUOVE
Non può non venire in mente, come suggerisce Gallo, la presenza e quasi l’irradiazione impalpabile dell’utopia di una Città ideale della comunicazione, perseguita da Andersen per tutta vita, ossessivamente, e destinata ad assegnare alle arti un ruolo fondamentale quali matrici di conoscenza, bellezza e pacificazione per l’intera umanità.
Dunque, in questo contesto denso di suggestioni e memorie, il rapporto fra le opere di Adami, Battisti e Polidori fa pensare anche alle sfumature di una ricerca sul limite. Come se tutti e tre si fossero impegnati nell’identificazione di un territorio di confine tra i linguaggi dell’arte contemporanea e quelli del passato. Ma per delineare soprattutto i tragitti di una possibile verifica del limite (o della soglia) cui possono arrivare e congiungersi e disgiungersi l’immagine, la parola e il suono nelle configurazioni di scrittura e pittura, video e disegno. Toccando forse, in ultima analisi e ancora una volta, le vaghezze di antiche utopie.

Silvia Bordini

Roma // fino all’11 ottobre 2015
Sintattica
a cura di Francesca Gallo
artisti: claudioadami, Luigi Battisti, Pasquale Polidori
MUSEO ANDERSEN
Via Pasquale Stanislao Mancini 20
06 3219089
[email protected]
www.museoandersen.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45174/sintattica/

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