Immagini dalla preview della mostra di Damián Ortega all’HangarBicocca. Dal Messico a Milano, a bordo di un Maggiolino Volkswagen

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Damián Ortega, Cosmic Thing, 2002, foto Agostino Osio, Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano

Damián Ortega, Cosmic Thing, 2002, foto Agostino Osio, Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano

Prima mostra personale in Italia di Damián Ortega (1967, Città del Messico), a cura di Vicente Todolí, un intreccio di diciannove lavori, di piccole e grandi dimensioni fra sculture, installazioni, film e una performance. Nello Spazio Shed dell’Hangar Bicocca, a Milano, l’artista messicano mostra la portata ultradecennale dei suoi strumenti di lavoro. Grazie a Casino, termine di sintesi – a prescindere degli accenti di pronuncia – l’artista analizza l’universo dall’interno, come un sistema dalle complessità assolute e non regolamentabili, attraverso il processo di transustanziazione della materia in energia simbolica. Concetto espresso nello Spazio Shed alla massima potenza.
Al di là dei lavori più noti di Ortega, nella porzione di spazi che precede Double Bind & Around, impressionano: Estratigrafía 4 (2012), una sorta di pietra fossile, una sfera formata da poster e colla e poi tagliata a metà; e Controller of the Universe, 2007, una deflagrazione di utensili di origini, all’apparenza, contadine, un riferimento sarcastico a El Hombre controlador del universo, murales di Diego Rivera del 1934.
A qualche metro di distanza, l’artista messicano presenta Hollow/Stuffed: market law, (2012) una replica, in scala ridotta, di un modello di sottomarino utilizzato dai Narcos per il trasporto di cocaina con numerosi sacchi di plastica biodegradabili ripieni di sale appesi al soffitto. Un tempo, infatti, il sale era alla base del commercio, allo stesso modo in cui oggi il traffico della droga è per molti paesi una risorsa economica.
In ultimo, tra la poesia di Elote clasificado, del 2005, in cui numera ogni singolo chicco di una pannocchia essiccata, emerge l’iconico esploso di Cosmic Thing, (2002), che porta il Beetle della Volkswagen, simbolo-taxi di Città del Messico, sospeso e frammentato, ad essere significante e significato, forma e contenuto di un oggetto trasceso.
Cosmic Thing è parte della Beetle Trilogy di Ortega che in HangarBicocca proietta anche il film Escarabajo (2005) in cui l’artista seppellisce un maggiolino Volkswagen, e la performance Moby Dick (2004), un atto di resistenza durante il quale un vecchio maggiolino bianco, trainato da un cavo, continua a slittare su un pavimento ricoperto di grasso, mentre l’omonimo brano dei Led Zeppelin risuona come colonna sonora. Nella fotogallery, le immagini dalla preview…

Ginevra Bria

Dal 5 giugno all’8 novembre 2015
Damián Ortega. Casino
A cura di Vicente Todolí
HangarBicocca, Spazio “Shed”
Via Chiese 2 Milano
www.hangarbicocca.org

 

 

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  • angelov

    Dopo Duchamp, qualsiasi cesso portato in un museo, diventa per questo un’opera d’arte?
    Ma andiamo…