Moreau Kusunoki Architectes vince il concorso per il Guggenheim di Helsinki. Il duo franco-giapponese trionfa con un progetto di nove padiglioni in legno e vetro

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Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki © Bruno Levy & Julien Weill

Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki © Bruno Levy & Julien Weill

Sono di base a Parigi, ma come loro stessi dichiarano “would not have existed without Japan”: sono Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki, co-fondatori nel 2011 dello studio che oggi si è aggiudicato l’atteso concorso per la realizzazione del Guggenheim Helsinki. Francese lui, giapponese lei, coppia nella vita e nel lavoro, si sono formati nelle più prestigiose realtà architettoniche nipponiche: Shigeru Ban per Kusunoki, SANAA e Kengo Kuma per Moreau. Sono stati premiati dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim, emergendo nella rosa dei sei finalisti annunciati a dicembre 2014, grazie ad un progetto “extremely flexible, designed to embrace evolving urban, museum, and technological requirements”. La proposta del duo Moreau Kusunoki, che ha avuto la meglio su un totale di 1715 progetti pervenuti da 77 paesi diversi, si articola in una successione di nove padiglioni definiti da superfici esterne in legno locale cui si alternano ampie superfici vetrate: ad emergere è la cosiddetta “torre”, una galleria a sviluppo verticale, dichiarato omaggio del duo a Frank Lloyd Wright.
Tra i punti di forza individuati dalla giuria, presieduta da Mark Wigley, docente di Architettura e decano alla Graduate School of Architecture, Planning and Preservation della Columbia University, si segnala l’impostazione valutata come particolarmente “rispettosa del luogo” e l’aspetto “non gerarchico” dei padiglioni: facendo propria la filosofia del cosiddetto “in between” i volumi, con il loro sviluppo orizzontale, potrebbe facilitare l’incontro, senza filtri, tra le collezioni esposte e la cittadinanza. Entusiasta la reazione dei due architetti: “From the bottom of our hearts, we would like to thank the Solomon R. Guggenheim Foundation and the city of Helsinki for offering us a once‐in‐a‐lifetime challenge. It seemed like an extremely ambitious target for us—and that’s why it reminded us to dream. This victory gave us enormous confidence and certainly will continue to encourage us. We are so delighted to share this emotion with our team”.

Valentina Silvestrini

http://designguggenheimhelsinki.org/
http://www.moreaukusunoki.com/

 

 

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