Mark Wigley e Beatriz Colomina. Ecco i curatori dell’Istanbul Design Biennale 2016: che alla terza edizione punta al grande salto internazionale

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Mark Wigley e Beatriz Colomina

Mark Wigley e Beatriz Colomina

Il numero di biennali di arte, architettura e design nel mondo è in continuo e costante aumento, soprattutto in quei contesti geograficamente dislocati ma affamati di un’affermazione nella sfera della cultura globale. Un’ascesa inarrestabile nutrita sia dal crescente interesse per l’industria creativa in senso lato, sia dalla scelta dei giusti curatori, capaci di condurre e indirizzare le manifestazioni verso inaspettate e sperimentali direzioni. È di pochissimi giorni fa la notizia che la Turchia, che nel 2016 inaugurerà la terza edizione della Biennale di Design di Istanbul – in scena dal 22 ottobre al 4 dicembre – decide di affidarne la direzione ad una coppia d’oro: Mark Wigley e Beatriz Colomina. Due colossi, entrambi storici, entrambi professori nelle migliori università del mondo (Princeton lei, dean emeritus alla Columbia lui) uniti sia nel lavoro che nella vita privata, noti per aver scritto importanti brani teorici e critici e aver curato mostre fondamentali di architettura contemporanea.
Sebbene il tema non sia ancora noto, gli intenti della biennale sono chiari: “Mira a riunire una sezione di idee progettuali, esplorando una vasta gamma di settori riguardanti la progettazione e usando la città come spazio dinamico per progetti, azioni ed interventi. Affronta problemi di progettazione globali discutendo il ruolo del design, stimolando il dibattito critico, sviscerando gli aspetti della società, in un proficuo scambio sulle condizioni emergenti del nostro mondo e ponendosi come una piattaforma di discussione progressiva in trasformazione permanente“. A quando i dettagli? L’Istanbul Design Biennale, organizzata dalla Fondazione Istanbul per la Cultura e le Arti (IKSV), annuncia che il concept della prossima mostra sarà rivelato con una conferenza stampa dagli stessi curatori nel dicembre 2015, con un anno di anticipo.

– Giulia Mura 

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