Lo Strillone: Palmira minata dall’esercito nero dell’Isis su il manifesto. E poi Franco Bernabè su Palaexpo, Duomo di Milano, Realismo socialista in Italia

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Palmira

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La difficoltà di scrivere, di nuovo, su un danno avvenuto, o che sta per avvenire in queste ore, di controllare le fonti, di orientarsi fra comunicati militari attraverso le rovine, si lega all’assenza di prospettive per la difesa di questi luoghi”. Pochi giornali pongono l’attenzione sul nuovo grave allarme che giunge dal medioriente, dove “le rovine dell’antico centro siriano di Palmira sarebbero state minate dall’esercito nero dell’Isis. Due mausolei – di un altro Islam – distrutti”. Fra questi c’è il manifesto, che informa che fra i reperti distrutti c’è “l’ultimo il magnifico leone di AI’Làt, del primo secolo d.C., raffigurazione di una delle tre divinità pre-islamiche, assieme ad al-Uzzà e al Manàh, ricordate dallo stesso Maometto nella Sura 52 (19-20) del Corano. C’è chi nega che la città romana – peraltro a suo tempo colpita anche da bombe damascene – sia stata minata. Ma Palmira è sotto tiro. In una guerra dove l’archeologia non è più importante delle vite umane, dice qualcuno, ma la distruzione delle vite di oggi e della memoria di quelle di ieri non è separabile. Come aspettarsi azioni da parte di un sistema che non può esprimerle? Siamo in realtà senza strumenti perché la contraddizione fra la diagnosi dei fatti e la soluzione del sistema che li ha generati è insanabile”.

Noi abbiamo aumentato ricavi e sponsor, il Comune sbaglia con tagli indiscriminati”. Il Messaggero intervista il presidente di Palaexpo Franco Bernabè dopo le clamorose dimissioni di ieri, assieme a tutto il Cda dell’azienda romana. “Il Comune ci chiede di firmare un contratto di servizio che è inadeguato dal punto di vista economico e non è nemmeno sufficiente alla copertura di tutti quei costi fìssi – personale, gestione e manutenzione degli immobili affidati in gestione dal Comune, ammortamenti e imposte varie – necessari allo svolgimento delle attività istituzionali”. Gli italoamericani adottano una guglia del Duomo di Milano: Italia Oggi informa che “grazie alla donazione di 100 mila dollari, raccolta negli States dalla comunità italoamericana, potrà essere restaurata la statua dedicata a Francesca Saverio Cabrini (meglio conosciuta come Madre Cabrini), la religiosa lombarda trasferitasi a fine ‘800 negli Stati Uniti dove è divenuta una figura iconica di accoglienza e solidarietà verso gli immigrati, tanto da diventare Santa nel 1946”. Grandi novità per le pagine dell’arte de Il Fatto Quotidiano, con grafica nuova e aggiustamento tematico su Arte & Fumetti: pezzo di apertura dedicato alla mostra Guardando all’Urss. Realismo socialista in Italia dal mito al mercato, aperta a Mantova alle Fruttiere Palazzo Te.

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