Lo Strillone: gli americani si vogliono comprare la Collezione Torlonia su La Repubblica. E poi Tomaso Montanari, la Nuvola di Fuksas, American Academy

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Rilievo dei Tabularii del porto di Traiano, Ostia (II-III sec. d.C.), collezione Torlonia

Rilievo dei Tabularii del porto di Traiano, Ostia (II-III sec. d.C.), collezione Torlonia

La più preziosa raccolta privata di antichità romane rischia di essere ceduta a un trust statunitense. A lanciare l’allarme è La Repubblica, che riporta indiscrezioni raccolte da Italia Nostra, ma confermate da fonti ministeriali: “la collezione Torlonia, raccolta di 620 sculture e pitture romane, la più ampia ancora in mano ai privati, è entrata nel mirino di un gruppo di uomini d’affari d’Oltreoceano. Attraverso i loro legali italiani, hanno bussato alla porta di villa Albani offrendo al principe Alessandro e ai nipoti una cifra da capogiro per gli affreschi della Tomba François, per le perle della collezione che fu dei Giustiniani, per la galleria di 107 busti che ripercorrono la storia di Roma”. Cosa avrebbero offerto gli americani? “Le sirene Usa hanno soffiato nelle orecchie dei Torlonia una cifra ben maggiore dei 125 milioni che Silvio Berlusconi avrebbe offerto nel 2003 per entrarne in possesso”. Per farne cosa? “Il business immaginato dagli uomini d’affari passa per la proposta di mostre all’estero, e a rotazione, di lotti della collezione allestita nel corso dell’Ottocento dai banchieri che diedero la propria villa sulla Nomentana a Mussolini”. Reazioni dal Mibact? “Per non correre rischi gli uffici legali del ministero già sventolano il vincolo al territorio italiano”.

Scrivere che una mostra è una “mostricciuola”? Può costare un milione di euro. Almeno a Tomaso Montanari, querelato – secondo quanto scrive il Corriere della Sera – dalla Fondazione Roma anche per aver bollato la mostra sul Barocco organizzata dalla fondazione “due camere e cucina, insomma: una specie di bignamino figurato”. E Gian Antonio Stella si domanda: “Montanari può anche avere torto marcio, ma un docente universitario, che tra l’altro è uno dei massimi esperti del Bernini, ha o no diritto a essere critico e perfino acido e corrosivo nei giudizi?”. Basta dare i numeri sui costi della Nuvola. Il Tempo assicura che per il progetto romano di Fuksas “tutto pronto per il prossimo autunno, e l’opera costerà quanto preventivato 9 anni fa”. Prossimi passaggi? “Manca solo l’accordo con le banche e poi ci sarà il via libera al piano di ristrutturazione che, una volta presentato al giudice del Tribunale fallimentare, consentirà a Eur spa di uscire dalla procedura di concordato in bianco”. “Non tratta solo del rapporto tra due razze, ma di tante prospettive tra culture e su cosa ha significato vivere in America o in Italia in diversi momenti della storia”: questo, tra l’altro, scrive Claudia Colasanti su Il Fatto Quotidiano, nel recensire la mostra Nero su Bianco, allestita a Roma all’American Academy.

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