La teoria del sosia. Alla Galleria Civica di Trento

Galleria Civica, Trento – fino all’11 ottobre 2015. Un gruppo di artisti pesca affinità e differenze in opere di colleghi. E c’è chi si ritrova, ma anche chi si perde infinitamente. Un gioco con regole tutte trentine.

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Luca Coser, Doppio sogno, 2010

Luca Coser, Doppio sogno, 2010

DE CHIRICO AL CIMITERO
La tematica del sosia è una costante nel cinema e in letteratura, soprattutto nel Novecento; lo è anche nell’arte, da sempre, e in questa mostra viene attualizzata e ricompresa. Il pozzo delle opere a cui si attinge sono le collezioni private trentine, dalle quali gli artisti sono partiti per disvelare affinità inaspettatamente ritrovate.
Nella prima stanza lo specchio di Daniel Buren e la doppia tela di Giulio Paolini fanno da rimandi infiniti alle maschere/sculture di Michael Fliri. Il video The Guardians di Adrian Paci riprende, nel cimitero di Scutari, alcuni bambini che pazienti ripuliscono le tombe da tempo abbandonate per volontà del regime albanese. Le architetture dormienti di de Chirico e la piccola tela di Giovanni Lazzari, presenti nella medesima sala, rivivono, come il cimitero, nello sguardo del visitatore.

Eva Marisaldi, Tavoli, 2015

Eva Marisaldi, Tavoli, 2015

LO SGUARDO DEL COLLEZIONISTA
Insieme all’opera di Eva Marisaldi c’è l’autoritratto di Django Hernadez, una testa in bronzo di Archipenko del 1913, una scultura di Mike Nelson e una fotografia di Zanele Muholi. I legami dell’artista con queste opere sono esternati con una serie di disegni in formato A5, Tavoli, disposti sul pavimento e fermati con piccole pietre.
Vuole canti di Luca Vitone è la continuazione del progetto editoriale iniziato con la mostra del 2009 alla stessa Galleria Civica. Un omaggio a diciotto artisti a lui vicini generazionalmente e a cui fa corrispondere un albero della città di Trento. Giacomo Raffaelli, con l’opera forse più concettuale della mostra, espone cinque cornici senza contenuto, ma che hanno uno spessore diverso, testimonianza e registrazione del tempo che il collezionista ha impiegato nel guardare un’opera.

Giacomo Raffaelli, Non come la ragione, 2015

Giacomo Raffaelli, Non come la ragione, 2015

BALLERINE DI BALLERINE DI BALLERINE
L’installazione di Marzia Migliora prende spunto dalla ballerina di Ryan Gander che riprende Degas. La ballerina è distesa e guarda pensierosa un piccolo parallelepipedo bianco. Davanti a sé, sparse, alcune sculture. Sono vasi africani legati a solidi di bronzo, tutti tenuti insieme da cinghie di cromie diverse. Pensiero e leggerezza corrono dalla ballerina alle sculture.
Luca Coser convive con un volto di Tullio Garbari e una cera di Medardo Rosso e le sue opere giocano ironicamente con l’assenza e la memoria. L’installazione di Alice Ronchi parte da una fotografia di Luigi Ghirri, Santa Severa, dove il mare si vede attraverso l’inferriata di una finestra. Un video e una scultura giocano sull’allusione a un luogo che brilla per la sua assenza.

Claudio Cucco

Trento // fino all’11 ottobre 2015
Il Sosia. Artisti e collezioni private
a cura di Federico Mazzonelli
GALLERIA CIVICA
Via Belenzani 44
0461 985511
[email protected]
www.mart.tn.it/galleriacivica

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45285/il-sosia-artisti-e-collezioni-private/

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