La flessibilità del marmo. Focus su Database di Carrara

Hanno la loro base a Carrara, patria indiscutibile del marmo. Ma questo è solo un punto di partenza per immaginare e praticare percorsi innovativi e propositivi. Come l’idea stessa di un database, che non raccoglie dati ma li produce.

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Database - Museo del Marmo, Carrara 2012

Database – Museo del Marmo, Carrara 2012

IL CONCEPT
Database è un sogno di sviluppo culturale pensato come modello operativo attraverso cui prendono vita altri sogni: i lavori degli artisti che invitiamo a risiedere a Carrara e a progettare opere ispirate alla storia, all’arte, all’ambiente, al paesaggio del territorio apuano.
Convinti che il patrimonio culturale debba essere al servizio dello sviluppo locale, che la forza di questo patrimonio stia nella memoria collettiva e che questa a propria volta vada conservata in modo selettivo e insieme capillare, abbiamo pensato a un archivio. Un database, appunto. Il nostro Database agisce all’inverso, per accumulo progressivo: il territorio viene riletto e riscritto dagli artisti in un continuo gioco di coinvolgimenti partecipativi tra la cittadinanza, il patrimonio e l’arte.
Come lavoriamo? Mediante l’ideazione di progetti e mostre che nascono specificamente per i luoghi e che a questi si legano come opere esclusive e non replicabili. Per questo motivo, un modello concepito in origine come contributo allo sviluppo di Carrara si è via via trasformato in una cifra stilistica e curatoriale che applichiamo anche in altri contesti, sia a progetti nati su nostra iniziativa, sia ad altri tailor made, realizzati su commissione.
Lo staff di Database, grazie a competenze ed esperienze maturate dal 2008 a oggi, offre servizi di progettazione e organizzazione mostre ed eventi chiavi in mano, studiati ad hoc per le esigenze del committente. I servizi offerti – sia singolarmente che a pacchetto – sono divisi per fasi. Ciascuno di noi si occupa di un aspetto della progettazione e della produzione del catalogo, tra progetto creativo, redazione ed editing di testi, reperimento dei materiali, fino alle scelte di carta, stampa e distribuzione. Ed è l’intero l’iter del progetto a essere coperto, dallo sviluppo del concetto fino al piano economico, dalle tempistiche alla rete di relazioni con i partner. Diversi gli ambiti in cui ci muoviamo: arti visive e performative, cinema, danza, musica. La nostra area di specializzazione resta quella delle arti visive contemporanee, ma qualora sia necessario ci avvaliamo della consulenza di esperti nei settori legati ad altri settori creativi e culturali.

Database - Museo del Marmo, Carrara 2012

Database – Museo del Marmo, Carrara 2012

Ogni progetto è considerato come opera unica e pertanto studiato nel dettaglio, anche nella comunicazione web e cartacea, nella grafica, nel catering e in ogni aspetto connesso. Seguiamo inoltre – per conto dei committenti – consulenza, preventivi e fasi realizzative di sculture in marmo presso i laboratori con noi convenzionati. Quest’ultimo aspetto produttivo collega la sezione commerciale della nostra attività con quella più propriamente di ricerca artistica, che portiamo avanti tramite progetti specificamente pensati per Carrara da artisti invitati in residenza presso Palazzo Forti. Questo spazio, recentemente aperto all’arte contemporanea, ospita diverse realtà, tra cui studi per artisti, sale espositive e un appartamento.
Anche lo showroom di Database, aperto dal 2014 presso Palazzo Forti, espone una selezione delle opere e delle iniziative da noi prodotte a partire dal 2012, in seguito ai programmi di residenza. Le opere esposte sono acquistabili attraverso un atto di donazione liberale, che rappresenta un prezioso sostegno alla realizzazione di futuri progetti.

I PROGETTI DI RESIDENZA
Speaking to the Walls (2012), a cura di Mike Watson, è stato un workshop “live sessions” realizzato con il supporto della Nomas Foundation di Roma. Un nuovo modo di concepire il workshop: l’artista sceglie una fascia di popolazione con cui lavorare, ma il laboratorio viene gestito in maniera orizzontale. Non è l’artista a impartire una lezione, ma è il pubblico che, interagendo, struttura il lavoro dell’artista stesso. Come suggerito dal titolo della mostra conclusiva, The Stones are My Ideas of Imagination, che rivisita una celebre frase di William Blake, il materiale del workshop è diventato l’elemento fondante di nuovi lavori esposti in mostra. Gli artisti: Stefano Canto, Graham Hudson, Robert Pettena, Andrew Rutt.
Nel 2013, tre progetti differenti, accomunati dalla riflessione che abbraccia da più punti di vista il rapporto tra l’uomo e l’elemento naturale, all’interno di un equilibrio cosmico del quale entrambi fanno parte. Le opere realizzate durante i periodi di residenza sono confluite nella mostra Apologia, a cura di Federica Forti, esposta al Museo Civico del Marmo di Carrara. Greta Alfaro ha scelto di riflettere sul marmo come elemento naturale nobile e inviolabile, al di sopra di ogni espressione artistica che l’uomo possa compiere o aver compiuto. Juan Pablo Macías ha vissuto la residenza come un ritiro in montagna che gli ha permesso l’allontanamento dalla civilizzazione e il proseguimento di una riflessione sull’uomo e il cosmo. Fabrizio Prevedello ha proseguito un suo progetto precedente, un percorso iniziato nel 2010 col titolo Rendere parole alle parole: si tratta di un’azione con cui l’artista omaggia alcune cave dismesse delle Alpi Apuane e delle Dolomiti Venete, attraverso un intervento scultoreo denominato “innesto”.

Database - Federica Forti

Database – Federica Forti

Per l’edizione 2014, la residenza 6×9=3 è iniziata dal processo di segnalazione che ha coinvolto sei persone, o meglio tre coppie di artisti e curatori, impegnati a differenti livelli in un’indagine sul linguaggio della scultura. Grazie al prezioso aiuto di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, Samuele Menin e Francesca Cattoi, Silvia Vendramel e Chiara Camoni, sono arrivate nove proposte progettuali pensate ad hoc per Database e ispirate al territorio di Carrara. Da qui abbiamo scelto i residenti: Mattia Bosco, Sergio Breviario e Ludovica Carbotta. La mostra conclusiva, dal titolo Panta rei. Tutto si trasforma – a cura di Federica Forti e tenutasi al Museo Civico del Marmo di Carrara –, ha aperto un dialogo attorno alla scultura. Si incontravano le esperienze dei tre artisti in residenza a Carrara che hanno lavorato col marmo e quelle degli artisti che hanno lavorato con la ceramica presso il Museo Carlo Zauli di Faenza.

LE OPERE DEL 2014
La pietra, per dirlo con le parole di Mattia Bosco, “è tempo allo stato solido, un libro con le pagine tutte saldate le une alle altre. La scultura è un modo di affrontare questa chiusura, di dissigillare il mondo, di scalfire la sua carne, di tentare una riscrittura là dove non possiamo leggere”. Delle tre sculture in marmo che l’artista ha prodotto durante la residenza a Carrara, due sono state lavorate a robot e una a mano. Come di consueto nella ricerca di Mattia Bosco, alcune parti sono state lasciate grezze.
Dal processo di trasformazione del marmo è partito anche Sergio Breviario, arrivato a Carrara con il progetto di ritrarre i robot utilizzati nella scultura e di lavorare la polvere di marmo inumidita con acqua, come se fosse creta. A seguito di vari sopralluoghi nei laboratori dove cercava lastre di scarto, Sergio ha scoperto che le polveri di marmo vengono compattate con acqua per salvare spazio e poi vengono buttate. Una sorta di creta di marmo, terra e materiali vari scartati dopo la lavorazione formano quella che in gergo si chiama “marmettola”. La marmettola era di fatto il blocco umido di acqua e polvere che Sergio aveva immaginato. Nel tentativo di compiere un paradosso, unire marmo e acqua in un composto malleabile, Sergio è stato anticipato dalla natura. L’azione piovana scolpisce infatti la marmettola in piccole guglie che ricordano le cime delle Alpi Apuane. È come se la polvere tornasse montagna, a ritroso verso le infinite possibilità della scultura, ma anche a ritroso verso la vita. Il robot rappresenta il raggiungimento delle possibilità per tutti, la frontiera della traduzione dell’idea a prescindere dalla capacità tecnica. Il ritratto umanizzato della macchina è colto, attraverso gli scatti polaroid in bianco e nero, in immagini che sembrano riaffiorare dal passato.

Database - Eleonora Lombardi

Database – Eleonora Lombardi

Dal Monte Serrone – un’enorme cava che assomiglia a una scultura a cielo aperto – è partita Ludovica Carbotta. Due facce sono state riprodotte in creta dall’artista per ricavare quindi in gesso il calco negativo da cui passare al marmo. Con le sculture Ludovica prova a immaginare le parti mancanti della montagna, il pieno che si incastra nel vuoto del paesaggio modificato dall’uomo. Un progetto fotografico accompagna questi lavori. Una piccola pietra raccolta in cava e posizionata in prospettiva, a seguire il profilo della montagna, ne ricostruisce idealmente la forma originaria. Un salto nel passato (o nel futuro?) che l’artista espone sovrapponendo i suoi scatti a quelli realizzati a metà del secolo scorso dal fotografo Ilario Bessi, esposti nella collezione permanente del Museo del Marmo.

I COLPEVOLI
FEDERICA FORTI. Direttore artistico di Database, ha formazione classica e studi universitari in storia dell’arte a Firenze, con un particolare interesse per la museologia e l’antropologia, a cui si aggiunge un interesse per il mercato dell’arte internazionale, unendo l’aspetto scientifico e quello economico in una ricerca sul presente costantemente aggiornata. Le origini familiari sono legate al mondo del marmo di Carrara, luogo di approdo dopo le esperienze a Roma (Accademia di Spagna), Siviglia (università) e Londra (Istituto Italiano di Cultura). Continuativi i rapporti lavorativi con il Comune di Carrara, tra la Biennale di Scultura e le attività di Database. Il carrarese Palazzo Forti, di proprietà della famiglia, è stato su sua iniziativa ridestinato all’arte contemporanea, con spazi per residenze d’artista e sale per eventi culturali.
ELEONORA LOMBARDI. Carrarese, laureata in scienze della comunicazione a Bologna, con un master in comunicazione del patrimonio culturale conseguito all’Università di Firenze. Diverse le esperienze nel campo editoriale e nel settore marketing e comunicazione (FMR, Bologna; Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca). Per Database si occupa della parte organizzativa e progettuale, collaborando parallelamente con la Galleria Duomo di Carrara, nuova realtà del territorio legata all’arte contemporanea.

Database - Lorenzo Mazza

Database – Lorenzo Mazza

LORENZO MAZZA. Una laurea in scienze della comunicazione a Bologna e un master dell’impresa culturale e sostenibile a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto di Biella. Dal 2008 inizia a concentrarsi sulle pratiche organizzative e curatoriali, lavorando per progetti e mostre su Street Art, videoarte, scultura, piattaforme partecipative e dinamiche creative nello spazio pubblico. Collabora, fra gli altri, con Urbanpainting (Milano), Laboratorio 21 (Viareggio), Officina TodoModo (Pietrasanta). Parallelamente lavora come libero professionista della comunicazione per gallerie, associazioni, enti territoriali, piccole e medie imprese nel settore dell’organizzazione di eventi, promozione e ricettività turistica, enogastronomia.

Federica Forti

www.database-carrara.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #23

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  • angelov

    Sarebbe anche interessante vedere riprodotto qualche lavoro; l’articolo è pieno di rimandi teorici, di buone intenzioni e dichiarazioni di intenti, ma la scultura non è un’arte che si può realizzare senza un rapporto dichiarato con la Materia, la quale, si sa, è spesso considerata indegna da parte di chi la vede contrapposta alle elevate prospettive dello Spirito.
    Ed è per questo che di vere sculture se ne vedono con il contagocce…