Il candore di Camille Norment, tra suoni e macerie. La Norvegia alla 56° Biennale di Venezia

Primo di un ciclo di video sulla 56° Biennale di Venezia, realizzati da MAAP in collaborazione con Artribune Television. Un report sul Padiglione Norvegia, che riprende il live dell'artista Camille Norment. Sound art e installazioni, per uno spazio attraversato da tensioni ed armonie

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La musica vive nell’intervallo tra la poesia e la catastrofe“. Una frase che dischiude universi complessi, carichi di suggestioni estetiche. E che sintetizza la poetica del compositore e musicista sperimentale Arne Nordheim, recentemente scomparso. Norvegese, proprio come Camille Norment, che ha rappresentato il suo Paese alla 56° Biennale d’Arte di Venezia. E che proprio intorno a questa splendida citazione sembra aver costruito il suo progetto per il Padiglione dei Paesi Nordici ai Giardini, per la prima volta affidato alla Norvegia come unico commissario, con l’OCA (Office for Contemporary Arts) a fare da selezionatore.
Il suono, dunque, è al centro dell’allestimento e della riflessione poetica, per uno spazio totalmente immerso nel bianco, cristallizzato in un tempo circolare, infinito, ma non privo di tensioni. Studiando il rapporto tra il corpo umano ed il suono, ma anche tra corpo architettonico e sguardo, Norment ha messo insieme un calendario di sound performance e un imponente lavoro installativo, che si sviluppa tra dispositivi scenici e sonori.

Camille Norment, Rapture - Biennala di Venezia 2015 - Padiglione Norvegia

Camille Norment, Rapture – Biennala di Venezia 2015 – Padiglione Norvegia

“Rapture” ospita così diversi interventi live, programmati nei giorni dell’opening e durante l’intero periodo della Biennale, mentre tutt’intorno si dispiega un’architettura candida di macerie, fra telai di finestre e vetri in pezzi: una deflagrazione silenziosa, declinata in un bianco ossessivo; un ambiente scandito da armonie, vibrazioni, dissonanze, monumentale e insieme fragile. Versione algida di un paesaggio post apocalittico, già trasmutato in una forma lirica.
Nel giorno dell’inaugurazione l’artista si è esibita con una glassarmonica, o armonica a bicchieri, strumento idiofono ideato nell’Ottocento, da cui il suono si produce – flebile, ipnotico – grazie alla frizione delle dita sui recipienti di vetro colmi d’acqua. Musica, tra spazi abitativi e movimenti spirituali; tra crolli architettonici e illuminazioni poetiche.

Helga Marsala

56° Mostra Internazionale d’Arte di Venezia – All The World’s Futures
videostory – Padiglione Norvegia
Video di Andrea Liuzza

Produzione: MMAP
in collaborazione con Artribune Television

 

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