Arte e multiculturalità. Una mostra all’American Academy

American Academy, Roma – fino al 19 luglio 2015. Il ventennio coloniale dell’Italia fascista e la tragedia dei migranti che affogano nel Mediterraneo. Sono due momenti chiave del rapporto fra Italia e Africa. Ma questa mostra indaga anche molte altre sfumature. E in questo periodo di xenofobia e demagogie, è una mostra che va vista.

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Elisabetta Benassi, Capo Portiere Bonjour

Elisabetta Benassi, Capo Portiere Bonjour

AFRICA CHIAMA ITALIA
Le problematiche legate ai migranti e all’incontro fra culture diverse investono sempre più l’Italia, punto d’arrivo e di passaggio di grandi movimenti dall’Africa. Partendo da questa realtà, l’Accademia Americana a Roma propone Nero su Bianco, mostra di gruppo con artisti africani, afroamericani, americani, europei, italiani, afroitaliani ecc.: tutti gli elementi di una multiculturalità che si costruisce con difficoltà.
La mostra non fa blocco sui due eventi principali del rapporto Italia-Africa: l’episodio delle colonie del ventennio fascista e il continuo dramma del passaggio del Mediterraneo, con morti ormai innumerevoli. Si stende invece su un arco molto vasto fra le due realtà, cercando di intrecciare una ragnatela di rapporti molteplici partendo da diversi punti storici, geografici e culturali.

Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Scarti

Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Scarti

COLONIALISMO E JAZZ
C’è così il colonialismo italiano nel video di Theo Eshetu sul trasferimento da Roma all’Etiopia dell’Obelisco di Axum, assurdo “bottino di guerra” giustamente reso alla sua patria. Il video divide e moltiplica l’immagine della cerimonia in frammenti affidati alla ritmica musica-immagine, processo tipico del suo lavoro cresciuto sulle logiche narrative della videoarte degli Anni Ottanta e sempre vivace nelle soluzioni visive.
Un primo salto di contenuti è il video dell’americana Lorna Simpson, Cloudscape, dove l’analisi si sposta sull’afroamericano e sulla sua cultura attraverso il video-ritratto dell’artista Terry Adkins: una bella immagine, come una foto di Charlie Parker degli Anni Quaranta. Non suona il sax ma si limita a zufolare una piccola nota malinconica, ripetuta per tutto il video, mentre una nuvola di fumo cresce fino a coprirlo e poi, con effetto, a riscoprirlo. Il video parla d’identità culturale ma è anche un videoritratto come quelli di Bob Wilson, nella quasi immobilità e nella tensione creata con minimali elementi visivi.

Emily Jacir, Stazioni

Emily Jacir, Stazioni

MIGRANTI E SOFT PORNO
Nero su Bianco tratta anche della presenza di artisti afroamericani in Italia come Stanley Whitney (che ha insegnato a lungo a Roma), il quale lavora su attraenti forme astratte catalogate per colori a forti contrasti. Oppure Terry Adkins, che si concentra su collage di macchinari fuori uso. E il nigeriano Onyedika Chuke inserisce una necessaria allusione alla violenza oggi in Africa e fuori, esponendo enormi mitragliatori fatti di materiali friabili come gesso o simili, dove il contrasto fra l’oggetto e la sua insita fragilità rinvia a un distacco critico e sarcastico verso la violenza.
Elisabetta Benassi ci riporta ai naufragi dei migranti dall’Africa con il video semplice e triste di una carcassa di peschereccio abbandonato sulla spiaggia, collegando l’idea del viaggio di migrazione odierno con un testo di Marcus Garvey sul ritorno all’Africa. Ugualmente Stampone affronta il problema dell’emigrazione con un container dove è tracciata col gesso la futura e ipotetica casa dove gli emigranti abiteranno (?). Il duo Invernomuto lavora sui materiali tele-cinematografici degli Anni Sessanta alla ricerca della Venere nera nell’immaginario italiano dopo le colonie in un polemico montaggio del cinema ipocritamente libertario dell’epoca, in realtà sensazionalista e soft-porno (Jacopetti di Mondo Cane e molti altri).

Theo Eshetu, The return of the Axum Obelisk

Theo Eshetu, The return of the Axum Obelisk

IL TAGLIO CURATORIALE
I curatori della mostra Lyle Ashton Harris, Robert Storr e Peter Benson Miller evidenziano nelle presentazioni la molteplicità di direzioni intraprese (a cui seguono dibattiti e presentazioni al Festival della Letteratura). L’obiettivo della mostra è trovare i fili nascosti e culturali che portano il rapporto Nero su Bianco a infinite sfumature e mutamenti in Italia.
Storr – qui trovate una sua lunga intervista – nella presentazione parla di “mormorii”, mormorii delle realtà multiculturali che iniziavano nel dopoguerra e che oggi diventano realtà drammatica e insieme cultura.

Lorenzo Taiuti

Roma // fino al 19 luglio 2015
Nero su Bianco
a cura di Peter Benson Miller, Robert Storr e Lyle Ashton Harris
AMERICAN ACADEMY IN ROME
Via Angelo Masina 5
06 58461
[email protected]
www.aarome.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44504/nero-su-bianco/

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